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GKN, Giani: “E’ un caso nazionale”. Fiom lancia lo sciopero di categoria Breaking news, Cronaca

Firenze – GKN, primo illustre caduto sotto la mannaia dello sblocco dei licenziamenti nel nostro territorio, nonostante l’accordo fra le sigle sindacali e il governo che solo il 29 giugno  aveva precisato per le aziende in crisi il ricorso prioritario agli strumenti di tutela sociale prima di ricorrere ai licenziamenti.  Regola che evidentemente non ha presa sulle grandi multinazinali straniere. Unanime e trasversale la condanna del mondo politico toscano.

Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ieri ha sentito il Mise e anche l’amministratore delegato della multinazionale Gkn, che ha annunciato la procedura di licenziamento collettivo per oltre 400 lavoratori (422) dell’azienda di Campi Bisenzio.

“Quanto accaduto – dichiara – è inaccettabile e di gravità inaudita. Senza  comunicazione preventiva, si mandano a casa più di 400 persone. Ci opporremo con tutte le nostre forze e l’impegno della Regione sarà massimo. Con chiarezza e durezza abbiamo fatto conoscere alla direzione italiana della multinazionale quanto queste modalità e la sostanza di questo intervento siano inaccettabili. Il governo – conclude Giani – deve intervenire, questo è un caso nazionale”.

Durissimo l’intervento del sindaco di Firenze Dario Nardella, che affida i su commento a un post sulla sua pagina Facebook: “Basta! Non si chiudono gli stabilimenti con i lanci d’agenzia. Non si mandano a casa 422 lavoratori da un giorno all’altro. Siamo di fronte a un gesto barbaro, inaudito. Come Sindaco Metropolitano informo che tutti noi sindaci della provincia resteremo, da ora fino a quando servirà, al fianco del Sindaco di Campi Emiliano Fossi e dei lavoratori della GKN. Il Governo intervenga con fermezza e senza esitazioni per bloccare questa “mattanza sociale”. Ci vuole una nuova legislazione che ci consenta di intervenire duramente per fermare questo modo selvaggio di fare economia. Gkn verrà immediatamente convocata, esigiamo chiarimenti. La mia vicinanza a tutte le famiglie dei lavoratori. Non siete soli”.

Immediato anche l’intervento di Irene Galletti, capogruppo del M5S in Regione Toscana: “Misura inaccettabile da parte dell’azienda, realizzata con tempistiche e metodi inammissibili a danno di 422 lavoratori e famiglie, e contraria agli accordi sulla gestione delle crisi previsti dalla legge e dal contratto nazionale sottoscritti in un documento lo scorso 29 giugno. Abbiamo immediatamente attivato il ministero nella figura della viceministra Alessandra Todde, che è informata e sta valutando come procedere. Presenteremo poi immediatamente un atto per impegnare la Regione all’apertura di un tavolo di crisi con i sindacati e tutte le parti sociali coinvolte per supportare l’azione governativa: per questo ci uniamo all’appello dei sindacati per il ritiro immediato della procedura di licenziamento” conclude l’esponente pentastellata. “Non accetteremo passivamente il comportamento dell’ennesima multinazionale che scarica le conseguenze della propria crisi sulla pelle dei lavoratori, come è avvenuto con Bekaert e altre aziende. A tutti loro esprimo la mia assoluta vicinanza e solidarietà”.

 Dichiara Francesco Torselli, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale toscano: “Una notizia scioccante e un comportamento disumano da parte dei proprietari di GKN che hanno annunciato per mail il licenziamento in blocco dei 422 lavoratori di Campi Bisenzio. Siamo stufi di questi predoni stranieri che sfruttano il nostro territorio e poi, senza alcun preavviso, se ne vanno mettendo a rischio il futuro di centinaia di famiglie. Adesso ci auguriamo che Regione Toscana e MISE avviino un tavolo capace di garantire un futuro ai 422 dipendenti. L’urgenza è garantire gli ammortizzatori sociali ai lavoratori! Auspichiamo che anche Fiat Chrysler abbia a cuore il futuro dei lavoratori di Campi, visto che GKN è una delle prime aziende fornitrici del gruppo FCA. Oppure i vertici Fiat sono solo interessati a delocalizzare e a come fare per pagare meno tasse? Lo avevamo già detto per la vicenda Bekaert e lo ribadiamo anche per la situazione GKN: non deve più accadere che multinazionali o fondi d’investimenti stranieri vengano nel nostro Paese e non accettino la contrattazione con le istituzioni e i sindacati. Occorre individuare dei meccanismi per cui si creino dei reali legami tra gli investitori stranieri ed i territori”.

Lucido e sobrio il commento dell’ex presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, post sul suo profilo Facebook: “A Firenze, alla multinazionale GKN, componentistica auto, 422 lavoratori licenziati con una mail. L’azienda è proprietà di un fondo finanziario. Più licenzia più cresce il valore delle sue azioni sul mercato. Usa uno strumento legittimo, consentito dalla legislazione per licenziare: una mail. Era già accaduto con la Beckaert di Figline.I grandi titoli dei giornali parlano di grande ripresa del Paese e poco dei problemi dei lavoratori.

Evidentemente le “raccomandazioni” non bastano a costringere le multinazionali a trattare i lavoratori come persone”.
Da parte della Fiom Firenze, dopo il comunicato “a caldo” di ieri, una riflessione ampia in cui si lancia intanto, per la settimana prossima, uno “sciopero generale provinciale delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici”, ma anche la posssibilità di uno sciopero generale almeno provinciale di tutte le categorie di lavoratori e lavoratrici e non solo dei metalmeccanici.

“La vicenda di Gkn è l’ennesima dimostrazione di un atto di odio sociale consumato nei confronti delle persone che per vivere devono lavorare – si legge nella lunga nota sindacale della Fiom – un atto criminale dettato solo dalla sete di profitto di multinazionali che usano i lavoratori, succhiando loro ogni singola goccia di sudore e di fatica come fanno i parassiti e quando ormai hanno spremuto il corpo e l’anima di queste povere persone se ne vanno come fa appunto un parassita. La domanda che sorge ai più distratti è perché fanno questo?

Ebbene fanno tutto ciò perché nel nostro Paese non sono stati costruiti gli anticorpi necessari contro questi parassitismi di insinuarsi nella struttura economica e sociale dei nostri territori.
In queste ore concitate con i lavoratori in assemblea permanente sui cancelli ci sono state e ci saranno le solite frasi di circostanza, della politica locale, nazionale, delle Istituzioni etc..
Frasi che abbiamo già sentito fin troppe volte in provincia di Firenze davanti alle crisi aziendali.
Ultima in ordine di tempo la Bekaert.
Frasi di circostanza e di solidarietà che dopo poco si trasformano in assenza e accondiscendenza delle scelte padronali.
Le responsabilità principali, anche in questo caso sono di Gkn, ma anche di chi in questi anni non ha mai controllato se eventuali finanziamenti o benefici economici che l’impresa potrebbe avere ottenuto a cosa servivano e dove andavano.
Adesso tutti sono al capezzale di quelle 422 famiglie ma nessuno ha proposto una via di uscita da questo dramma sociale.
Come sempre lo faranno i lavoratori assieme a noi e noi con loro, ma la risposta più grande deve venire dal territorio, dalle associazioni, dalla cittadinanza ma sopratutto da chi governa sia localmente che nazionalmente, che non può accettare la chiusura dello stabilimento di Campi Bisenzio in maniera supina come ha fatto con Bekaert.
Noi come Fiom di Firenze e Prato assieme a Fim e Uilm territoriali organizzeremo nei primi giorni lo sciopero generale provinciale delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici da effettuare subito la prossima settimana, ma crediamo che davanti all’ennesimo atto banditesco operato da una multinazionale sulla nostra provincia, nella nostra regione la risposta deve essere più vasta possibile anche con lo sciopero generale almeno provinciale di tutte le categorie di lavoratori e lavoratrici e non solo dei metalmeccanici.
Chiederemo perciò alle confederazioni di CGIL-CISL-UIL fiorentine di verificare questa nostra richiesta.
Perché l’arroganza del potente di turno la possiamo battere solo con la forza di tutti e quello che stanno vivendo oggi i lavoratori GKN, ieri lo hanno vissuto quelli di Bekaert e domani può toccare a chiunque”.
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