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GKN in corteo l’11 agosto, ma è polemica con la Cisl Breaking news, Cronaca

Firenze – Sarà con i rintocchi della Martinella, come da tradizione, che si aprirà, l’11 agosto, la giornata della Liberazione di Firenze. E forse con la Martinella (ma la scaletta della giornata verrà decisa domani, lunedì 9 agosto, a Palazzo Vecchio) potrebbe aprirsi, pur nella sera, la manifestazione voluta fortemente dal Collettivo di Fabbrica GKN, dall’Anpi e dai sindacati che riguarda la durissima vertenza che vede contrapposti, in una simbolica lotta fra David e Golia, i lavoratori licenziati per mail, 422 più un indotto che spazia dai “diretti”, circa 500 persone, fino a un bacino difficilmente quantificabile di “indiretti”, e la multinazionale con sede a Londra, che fa parte del fondo finanziario Melrose Industries. Proprietà smaterializzata da un lato, carne e sangue di operai dall’altro.

Insorgiamo. A prestito, nella lotta, il grido dei partigiani, e, sfidando un agosto che promette di essere particolarmente duro proprio in quei giorni (mancherà anche l’acqua per lavori) , anche la stessa ricorrenza della Liberazione cittadina. Gli operai non sono soli, la città e anche le istituzioni li hanno più volte abbracciati, ma il vero problema, come spiegano dalle pagine social gli stessi protagonisti, è resistere in un agosto bollente dove la tentazione è quella di lasciare, di non pensarci, di riposare. In una parola, di abbandonare.

Ma il rischio più alto, come spiega a chiare lettere in un post su Facebook il Collettivo di Fabbrica, è che si rompa il fronte di lotta. L’allargamento e l’unità delle battaglie è la sola fionda che potrebbe, tornando al paragone biblico, fare vacillare il gigante. Ed è questo il senso dell’ “ammainabandiera”, cui sono stati sottoposti gli stendardi della Cisl, che sventolavano accanto a quelli degli altri sindacati davanti al presidio di fabbrica. Il caso che ha portato alla reazione è quello di EasyGroup, la ditta cui Gkn aveva dato in appalto logistica e pulizie, settori che rispondono a due contratti diversi, con ammortizzatori diversi. Lavoratori della logistica e pulizie appartengono a due contratti diversi e hanno ammortizzatori diversi. Con un comunicato inviato giovedì scorso, che si rivolge ai carrellisti della EasyGroup, di fatto, secondo il Collettivo di Fabbrica, la Cisl “sgancia” i carrellisti dai colleghi delle pulizie e li divide dalla lotta comune. Infatti, come spiegano, il meccanismo perverso è tale che “l’accesso all’ammortizzatore per i carrellisti significa in pratica il licenziamento di quelli delle pulizie”. Nel comunicato della Cisl si legge anche: “Ci duole dover constatare nuovamente che per alcune sigle sindacali sia più importante l’appello politico, cioè tenere unita la vertenza, rispetto alle necessità primarie dei lavoratori”. Insomma, la famosa fionda che potrebbe far vacillare il gigante, l’unità, diventerebbe un “appello politico”. Il contrario di quanto sostenuto dai lavoratori e da tutte le forze che si sono ad ora occupate della vicenda, che sottolineano il significato dell’unità sul piano concreto di ottenimento di risultati, anche se, secondo la Fim-Cisl, la discussione riguarda categorie di trasporti e dunque non mette in crisi l’unità del fronte sindacale in Toscana. Ricordiamo che, secondo quanto si legge sulle pagine dei quotidiani cittadini, i rappresentanti della Fim-Cisl sarebbero stati fatti oggetto, “negli ultimi 20 giorni”, di minacce.

Una battaglia, quella degli operai della GKN, che vede intanto emergere altri segnali preoccupanti nel clima generale. Infatti, proprio Stellantis (ma la tendenza è condivisa) che è il grande committente di GKN, ha sostituito i prestiti garantiti statali con finanziamenti meno vantaggiosi in termini di interessi pagati alle banche, ma con una evidente caratteristica, non essere condizionati (come i prestiti di mano pubblica) da vincoli su delocalizzazioni e ristrutturazioni. Una brutta spia per la battaglia globale che si sta preparando e di cui GKN è solo l’inizio della corsa.

 

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