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Gkn, la proposta di legge contro la delocalizzazioni arriva in Parlamento Breaking news, Cronaca

Firenze – Gkn, la proposta di legge anti delocalizzazioni  costruita da un gruppo di giuristi con la partecipazione attiva e fondante dei lavoratori della Gkn, ai cancelli della fabbrica occupata di Campi Bisenzio, arriva in Parlamento. Il testo vede come primi firmatari il senatore Matteo Mantero, di Potere al Popolo, e la deputata Yana Ehm, del Gruppo misto. Il ddl è stato scritto a partire dal 26 agosto su iniziativa operaia, coinvolgendo le organizzazioni dei giuristi progressisti, da Comma2, ai Giuristi Democratici, al team legale del telefono rosso di Potere al popolo. Fuori dalla Camera erano presenti circa 200 lavoratori in presidio.

Il dato più evidente della proposta è l’attribuzione allo Stato di maggior potere, d’intervento e decisionale. Infatti, all’impresa corre l’obbligo di comunicare preventivamente al governo il progetto di chiusura di un sito produttivo, sviluppando al contempo un piano di sviluppo da presentare al ministero per lo Sviluppo economico, per la salvaguardia dei lavoratori. Inoltre, la Cdp ha la possibilità di entrare nella proprietà.

“Questo ddl fa scuola in primo luogo per come è stato scritto. Esso rispetta la prima richiesta degli operai: una legge scritta non sulle loro teste ma con le loro teste. Per noi di Potere al popolo è stato naturale appoggiare questo metodo: è così che intendiamo la nostra organizzazione – fondata sul principio del controllo popolare – ed è per questo che nasciamo, perché ogni decisione che ha effetti sulla vita associata venga presa con il coinvolgimento attivo e il controllo vincolante dei diretti interessati”, commenta il senatore Mantero. Alla Camera i firmatari sono 26, compreso Elio Vito, di FI, che ha annunciato la sua adesione nel corso della conferenza stampa.

“Questa è una giornata storica”, ha detto la deputata Ehm, sottolineando la particolare contingenza in cui è stata scritta la proposta di legge. “E’ un intervento normativo deciso e concreto. Alcune battaglie devono andare oltre il colore politico, per questo lancio un appello a tutti i colleghi a dare seguito alle parole di vicinanza ai lavoratori, firmando la proposta di legge”.

“In un mondo diverso – ha spiegato Dario Salvetti, in rappresentanza dei lavoratori Gkn – il Parlamento e il governo potrebbero intervenire da tempo. Quello che facciamo oggi è togliere alibi e scuse sulla legge anti delocalizzazioni. Con questa proposta poniamo vincoli alle aziende. Sono regole, non è una rivoluzione, e le regole, quando sono chiare, sono utili a tutti”.

Il senatore Mantero conclude: “In secondo luogo questo ddl fa scuola perché mostra l’inadeguatezza dell’attuale legislazione in materia di delocalizzazioni, e mostra anche quanto la politica sia stata finora supina agli industriali. Questo ddl impedisce che un’azienda possa chiudere una unità produttiva e licenziare dal giorno alla notte. Il ddl prevede infatti il coinvolgimento costante della controparte sindacale, a partire dai delegati dei lavoratori, e obbliga l’azienda a produrre un piano che consenta di cambiare proprietà mantenendo i livelli occupazionali e la tecnologia sul territorio. L’intervento dello Stato è molto più presente, sia in fase di controllo del processo di cessione degli impianti, sia nel caso in cui si ritenga necessario un intervento diretto volto a salvaguardare un patrimonio industriale ritenuto strategico. Nel caso della Gkn, ad esempio, lo Stato potrebbe intervenire per riconvertire la fabbrica alla mobilità sostenibile e collettiva, sarebbe un precedente positivo per stimolare la riconversione di tutta la filiera automotive”.

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