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“Gli antichi futuri” di Helena Norberg-Hodge Cinema

L’attivista svedese, considerata tra gli intellettuali ecologisti più influenti del mondo, già regista dell’acclamato film-documentario “The Economics of Happiness”, presenterà il film tratto dal suo libro omonimo (pubblicato nel 1992), di cui Tiziano Terzani scrisse nei Diari: «Finisco di leggere al sole il bellissimo libro di Helena Norberg-Hodge sul Ladakh, un necrologio di una bella società uccisa dallo sviluppo, dal “progresso”, con un capitolo finale di speranza su come noi possiamo imparare dal Ladakh. Penso a tutti i giovani con buona preparazione che si sentono al perso e senza senso nel mondo. Si mettano in marcia, a ogni angolo c’è un problema da risolvere, qualcosa da imparare. Vadano in Ladakh». Ancient Futures, tradotto in ben 42 lingue, è stato definito dal London Times un “classico illuminante”.

L’appuntamento è per questa sera, lunedì 1 settembre, alle ore 21 a Odeon Firenze (in collaborazione con River To River Florence Indian Film Festival, Navdanya International e Terranuova) presenta la prima nazionale del film documentario “The Ancient Futures – Learning From Ladakh” (versione originale con sottotitoli in italiano), alla presenza di Helena Norberg-Hodge, autrice del film insieme a John Page.

«Alla fine degli anni Settanta, osservavo come una cultura, quella della regione tibetana del Ladakh, che fino a quel momento era stata isolata dal resto del mondo, venisse improvvisamente spalancata allo sviluppo economico – ha dichiarato Helena Norberg-Hodge – Vedere l’impatto del mondo moderno su una cultura antica mi ha illuminato su come la globalizzazione economica sia in grado di generare sensazioni di inadeguatezza e di inferiorità, specialmente nei giovani, e come queste pressioni psicologiche siano d’aiuto nella diffusione della cultura consumistica».

Helena Norberg-Hodge dopo essere stata una pioniera del movimento di localizzazione, continua ancora oggi a essere un’analista dell’impatto dell’economia globale sulle culture e sulle agricolture mondiali. Ha fondato e diretto l’International Society for Ecology and Culture (ISEC). Con base negli Stati Uniti e nel Regno Unito, e sedi in Svezia, Germania, Australia e Ladakh, la missione dell’ISEC è di studiare le cause delle crisi sociali ed ambientali che stiamo attraversando, oltre a promuovere soluzioni più sostenibili ed eque sia al nord che al sud. Le sue attività includono il progetto Ladakh, un programma a favore del cibo locale e quello per il passaggio da globale a locale. È anche coautrice di “Bringing the Food Economy Home and From the Ground Up: Rethinking Industrial Agriculture”. Nel 1986 ha ricevuto il Right Livelihood Award, anche detto “Premio Nobel alternativo”, come riconoscimento per il suo lavoro in Ladakh.

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