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Gli ex orchestrali del Maggio: “Renzi si fermi e riparta con i suoni giusti” Cronaca

“Renzi si fermi e trovi i suoni giusti”. E’ la richiesta rivolta dagli ex orchestrali del Maggio al sindaco Matteo Renzi.  In una lettera aperta una cinquantina di professori in pensione invitano il primo cittadino a non passare “come il sindaco e il presidente dello smembramento del Teatro”. E per far questo prendono in prestito un consiglio che il Maestro Muti dette a un giovane orchestrale: appunto fermarsi e riprendere la musica con i suoni giusti
''Gli eventi che si sono succeduti negli ultimi mesi hanno trasformato la nostra preoccupazione in vero allarme rosso'' sottolinenano gli ex orchestrali nella loro lettera aperta.  I fattori del disastro? “La crisi economica, un po' la sua inesperienza, in parte errori commessi nel passato, l'inesperienza e lo scarso livello rappresentativo della sovrintendenza del Teatro: ne e' riprova naturale – affermano i musicisti – la quasi inesistente reperibilità di risorse finanziarie aggiuntive, anzi su questo versante le aspettative erano tante anche in considerazione del cospicuo aumento retributivo concesso per contratto al primo dirigente del teatro''.

Rincarano ancora gli ex orchestrali: ''Tutto ha contribuito a disegnare un quadro drammatico, addirittura vicino alla catastrofe per la Fondazione. Vede gentile sindaco, il teatro e' stata la nostra casa per 40 anni ed in alcuni casi ancor di più. Sarebbe per noi come essere colpiti a morte se molto andasse gettato via. Riteniamo che la dispersione dell'alto grado professionale raggiunto, la perdita di prestigio e del patrimonio artistico-culturale , sarebbe per lei un'enorme sconfitta e facilmente verrebbe ricordato, tra le altre cose, anche come il sindaco e presidente dello smembramento del Teatro''.
''Tanti anni fa – choisa la lettera aperta – il maestro Riccardo Muti disse ad un giovane professore d'rchestra: 'quando si accorge di non essere insieme agli altri esecutori, non insista nel suonare, ma si fermi. Nella vita succede di sbagliare, l'importante è fermarsi, riflettere e capire e poi ripartire con i suoi giusti''. 

 

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