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Gli Ordini degli Avvocati sostengono la legge contro l’omofobia Cronaca

Prato – Anche i Comitati  Pari Opportunirà  degli Ordini degli Avvocati della Toscana con Arezzo, Firenze, Pisa, Prato, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Pisa, Pistoia hanno sottoscritto insieme alla rete nazionale dei CPO, un comunicato a sostegno della proposta di legge contro la misoginia e l’ omo-bi-lesbo-transfobia tratto dalle proposte Bartolozzi, Boldrini-Speranza, Pierantonio, Scalfarotto e Zan, auspicando che, con l’approvazione del disegno di legge unificato in materia di misoginia e omotransfobia, il nostro Paese si inserisca nell’elenco degli Stati del Consiglio d’Europa che tutelano contro crimini di natura sessista e omo-bi-transfobica.

E così l’Avvocatura nazionale, attraverso la voce dei Comitati Pari Opportunità, nell’ambito del proprio ruolo sociale, si fa tramite di un cambiamento culturale per consentire al nostro Paese di superare radicalmente ogni forma di discriminazione e di violenza ai danni delle persone, in tema di comportamenti legati alla personalità e all’identità, contrastando invece quelli  discriminatori e contribuendo a rimuovere gli ostacoli che limitano di diritto e di fatto la parità e l’uguaglianza.

I dati  degli ultimi anni per i reati di violenza sessista e omotransfobica registrano un preoccupante aumento dai 109 casi del 2016, si è passati ai 144 del 2017, ai 211 del 2018 e ai 212 del 2019, con 2 morti. E con questo disegno di legge unificato, le tutele già esistenti nel nostro ordinamento per i reati commessi per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi (artt. 604-bis e ter del codice penale) si estenderanno alle condotte motivate dalla discriminazione per sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere, quali distinti fattori di discriminazione.

Inoltre nel testo previste anche  specifiche azioni di promozione della pari dignità sociale e dell’inclusione sociale, per prevenire fenomeni di discriminazione e violenza, in aggiunta alla protezione e supporto alle vittime di tali reati e alle persone che si trovano in condizione di particolare vulnerabilità,a causa dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere.

Una legge che nasce dalla volontà di modificare la Mancino del 1993 che punisce l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o di nazionalità estendendola anche ai reati di discriminazione basati sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. E in passato due sono stati i tentativi in tal senso andati a vuoto:il primo nel 1996 con l’allora deputato Vendola,e poi nel 2013 con la proposta di Scalfarotto, Zan ed altri.

Un documento dei Comitati Pari Opportunità degli Ordini Avvocati e delle Avvocate d’Italia firmato da quasi 100 Comitati Pari Opportunità sparsi in tutta Italia che peró registra diverse assenze importanti come ad esempio i CPO di Bologna e Palermo. Ma non sono mancati in commissione durante le audizione  i distinguo delle varie forze politiche;infatti se hanno votato a favore tutti i partiti della maggioranza di governo, la Lega e Fratelli d’Italia hanno definito il ddl una “legge liberticida” e un “bavaglio alla libertà di espressione”;mentre Forza Italia non ha partecipato al voto “in segno di apertura”.

Critica anche la conferenza episcopale italiana (Cei),che  si è espressa contro il ddl dichiarando che una legge contro l’omofobia “rischierebbe di aprire a derive liberticide, per cui più che sanzionare la discriminazione si finirebbe col colpire l’espressione di una legittima opinione”. A Prato,invece  a sostegno della legge  contro l’omofobia che verrà discussa domani alla Camera sventola da giorni dal Palazzo Comunale la bandiera Arcobaleno e il sindaco Matteo Biffoni, -La legge in discussione contro l’omotransfobia e la misoginia è diventata fondamentale e urgente, ci auguriamo che venga approvata il prima possibile. I diritti si aggiungono non si discutono”.

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