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Gli strani effetti della danza, storia di Marco innamorato della musica Società

Può la vita di una persona con handicap trasformarsi da “un’alluvione in una giornata di sole”? Sembra di sì, secondo Marco Galli – ventottenne cantautore e ballerino fiorentino – che ha trovato nella danza il mezzo per volare pur su una sedia a rotelle.
Riavvolgiamo il nastro. Nel 2005 Marco pratica il basket. Sul campo conosce una ragazza che balla in coppia con un altro. Nel tentativo di conquistarla, comincia a danzare ma, nonostante i suoi sforzi, non viene ricambiato.
Ma non tutto è inutile, perché il vero colpo di fulmine si scatena per la danza. Entra nella “Wheelchair sport Firenze” (la prima società italiana che ha importato il ballo latino americano e standard su sedia a rotelle) e avvia una fase nuova, ricca e stimolante della vita.
Incontra Giada, la sua prima ballerina e ora insegnante, con cui nel 2008 a Rimini conquista il titolo italiano nella categoria esordienti nella specialità latino-americana, categoria Combo.
Poi arriva Vania, che dopo una lunga pausa gli fa tornare la voglia di ballare e con cui ora medita di tornare all’agonismo.

Intanto, trovato un lavoro come impiegato, studia canto, fonda un gruppo musicale e nel 2012 pubblica il primo singolo Non è più un problema. Nel maggio 2011 entra nella compagnia teatrale "Magie di Voci" con cui collabora anche alla realizzazione del musical la Sirenetta.
Marco racconta tutto questo in un video, di cui è protagonista insieme ai suoi amici, con musica di Alberto Billone e parole dello stesso Marco. Qui, con la sua bella voce ripercorre gli eventi salienti della sua vita e in particolare la fase “ballereccia”, ricordando il buio che ha caratterizzato tanti lunghi anni e la luce che all’improvviso ha acceso le sue giornate.
Certo non è stato tutto semplice: il ballo è crudele perché pone ognuno di fronte ai suoi limiti fisici e sfidarli è una prova davvero impegnativa. Marco ha tenuto duro, impegnandosi con allegria e cercando di proporre show che puntano più sull’aspetto artistico che non sulla fisicità.
Ha reagito, dunque, e scoperto nuovi orizzonti, anche grazie all’amicizia e all’affetto di tanti ragazzi che lo hanno aiutato a rinascere e a convivere con i suoi problemi. “L’handicap c’è – canta oggi con gioia – ma non ne abuso. E’ solo un evento”. Superabile con la danza.

marco-giada.jpgGiovanna Focardi Nicita

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