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Gli studenti tornano in piazza: “La scuola pubblica non si vende” Società

Anche quest’anno, il 17 novembre, gli studenti sono scesi in piazza, nella giornata mondiale del diritto allo studio. “Questa data è un’occasione per ricordare il sacrificio di coloro che hanno lottato per le proprie idee e per rilanciare le mobilitazioni studentesche – spiega Leonardo, degli Studenti di Sinistra e della Facoltà di Scienze – Da oltre mezzo secolo, il 17 novembre è una giornata di grande rilevanza simbolica perché il 17 novembre 1939 dieci studenti cecoslovacchi vennero uccisi ed altri 1200 deportati dall’esercito nazista a seguito di una manifestazione contro la guerra; lo stesso giorno del 1973, ad Atene, veniva sgomberato con la forza il Politecnico occupato, mentre all’esterno venivano assassinati 24 civili”. “Oggi il diritto allo studio è sempre più trasformato in privilegio- gridano gli studenti- Per questo motivo oggi scendiamo in piazza: per ribadire che i diritti dobbiamo conquistarli giorno per giorno, per una scuola ed un’università pubbliche, gratuite, libere e di massa”.

Erano circa un migliaio i manifestanti: molti gli studenti delle scuole superiori di Firenze e provincia insieme agli universitari. Nel corso del corteo si sono registrate scritte sui muri: “Né Monti né Tremonti”. E’ stato, poi, esposto uno striscione sotto la Banca d'Italia e sono state messe anche catene , come azione dimostrativa, all'ingresso del cancello della banca. Striscione anche sotto la sede della Regione e poi sotto Confindustria. Ma alla fine, il corteo si è svolto regolarmente senza nessun incidente. Tanti gli slogan e le canzoni “impegnate” urlate al megafono.
Molti i problemi sollevati dagli studenti medi: la riduzione delle ore di laboratorio negli istituti tecnici e professionali, la mancanza di aule, di palestre, di materiali in molti istituti fiorentini e in quelli della provincia. Gli studenti universitari sono, invece, preoccupati per l’aumento delle tasse universitarie, per la mensa che ogni anno costa sempre di più, e per la riduzione delle borse di studio.
Mentre il corteo sfilava per le strade della città, due striscioni e un salvadanaio in cartone sono comparsi improvvisamente su Ponte Vecchio, alle 11. Un flash mob di alcuni studenti universitari per richiamare, in altro modo, l’attenzione sui problemi reali della scuola e dell’università.

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