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Lampedusa, Uffizi capofila per il Museo del Mediterraneo Cultura

Firenze – E’ stato il direttore degli Uffizi in persona Eike Schmidt, scortato dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Firenze a portare di persona a Lampedusa “L’amorino dormiente” del Caravaggio, che ha lasciato la Galleria Palatina, per il “Museo del Dialogo e della Fiducia del Mediterraneo” inaugurato ieri dal Presidente Sergio Mattarella e dal Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, dove vi rimarrà fino al 3 ottobre. E’ un ritorno alle origini nel Mediterraneo per il dipinto che venne eseguito da Caravaggio nel 1608 giunto a Malta per chiedere asilo all’Ordine dei Cavalieri e la cui insolita  posa di Eros quale  “infatolino paffuto” come ebbe a definirlo Bernard Berenson ha il potere di evocare la tragedia del piccolo Aylan annegato sulla spiaggia turca. “Tuttavia l’Amorino dormiente – ha precisato Eike Schmidt – nel contesto della mostra non vuole essere solo un triste memento, ma deve anzi diventare un segno di speranza e, naturalmente di amore. L’amore come soggetto artistico di lunga tradizione, dunque, ma anche come potenza vitale, cui fare appello per abbattere le barriere dell’egoismo, per combattere l’indifferenza verso i profughi, per sostenere i poveri disperati che hanno dovuto lasciare le loro case, la loro patria, cercando di scampare a guerre, torture e morte. E’ questa la ragione vera della scelta del capolavoro di Caravaggio per questa mostra”. Ruolo da capofila quindi per la Galleria degli Uffizi con il prestigioso prestito per questo primo museo italiano dedicato alla migrazione e il cui primo corpus comprende opere provenienti dal Museo di Bardo di Tunisi, dal Mucem di Marsiglia, dal Museo Storico Navale della Marina Militare e dal Museo Correr di Venezia ed altre istituzioni museali italiane, ma una sezione della memoria ospita i reperti del naufragio  del 3 ottobre 2013 in cui morirono 368 persone. Sono i disegni di Adal che testimoniano le torture del regime eritreo contro chi fugge dai campi e poi viene ripreso e quelli di una bambina siriana.

Il Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo nasce da un progetto di First Social Life con il Comune di Lampedusa e Linosa e il Comitato 3 ottobre, a cura di  Giacinto Palladino e Alessandro de Lisi con Valerio Cataldi realizzato in collaborazione con il Mibact, la Regione Siciliana, la Soprintendenza di Agrigento, il Ministero della Cultura della Tunisia, l’Istituto Nazionale del Patrimonioi della Tunisia e con l’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi. Primo social partner è la Fondazione Falcone, il museo è nato solo grazie al sostegno di privati: Coop Alleanza 3.0, Cariparma/Credit Agricole, Open Group, Seacoop, Consorzio L’Arcolaio, Camelot, Società Dolce, Cooperativa Sociale Cadiai, Bassmart del Gruppo Bassilichi. Partner sono anche la Rai con l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti italiani, che ha aderito al museo e al progetto complessivo, così come l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, Radio Città del Capo/Radio Popolare Network. Tutto il progetto è reso possibile grazie all’importante sostegno del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e dell’Aeronautica Militare, con il Comando Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri.

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