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“Godi… Fiorenza?” Risate al teatro Verdi tra satira e solidarietà Spettacoli

Mancano soltanto pochi giorni alla rappresentazione unica dell’operetta goliardica “Godi… Fiorenza?” che si terrà al Teatro Verdi di Firenze sabato 11 maggio alle ore 21 per opera del Dopolavoro Goliardico Fiorentino, i cui proventi andranno a favore dell’Associazione “Daniele Mariano onlus” per la lotta ai tumori infantili.  L’operetta “Godi… Fiorenza?” è una rivisitazione della Divina Commedia, dove Dante e Virgilio compiono il loro viaggio in un gran minestrone di peccatori vecchi e nuovi, con i buoni all’Inferno e i cattivi in Paradiso. E il tutto arricchito da un infernale balletto di diavolesse e uno purificante in Purgatorio eseguito dalle Pagliette dell’Istituto Buzzi di Prato. Personaggi e interpreti tutti rigorosamente maschili, anche nelle parti femminili, nella perfetta tradizione del teatro goliardico, identificabili mediante pseudonimi e soprannomi come Birrino, Frengo il Braghettone, Bernardino dalle Bande Nere, ecc. che nascondono non solo studenti universitari ma medici, avvocati, dirigenti, imprenditori e stimati professionisti che anche in questa attività dedicano il loro tempo libero.

 L’autore e regista Alex Glass non ha dubbi: “E’ il caos cronologico che regge tutta l’operetta: Dante parla con Mamma Valeria Cecchi Gori, Lorenzo il Magnifico gioca a monopoli Graziano Cioni, Savonarola fa asciugare i pavimenti a Piero Bargellini, uno vero e proprio scontro generazionale tra amministratori di oggi, di ieri e di ieri l’altro. E in linea coi nostri giorni una gran voglia di nuovo.. con il Sindaco Matteo Renzi che davanti alle grandi scelte sulla pavimentazione di Piazza della Signoria o sul titolo da dare al nuovo libro si fa consigliare dal suo Arcangelo custode, consulente di lusso che sfugge al controllo della Corte dei Conti. E poi ancora, Caronte protesta contro il redditometro, la terribile agenzia delle entrate “Equinferno” non crede che lui da un nullatenente abbia una così florida attività di trasportatore fluviale, mentre Paolo e Francesca piangono e si disperano: galeotto non fu un libro ma il facebook dove si erano conosciuti mentendo spudoratamente nei loro profili”.

Nel loro spettacolo gli attori del Dopolavoro non faranno sconti a nessuno, la loro ironia colta ed intelligente ma anche dissacrante e a volte scurrile, toccherà i temi più scottanti della vita cittadina fiorentina, il rapporto uomo-donna in tutte le sue sfaccettature e chi più ne ha più ne metta. Tante risate e divertimento, più di trenta attori tutti uomini, un’orchestra di professionisti “I Lussuriosi dell’Osmannoro” a suonare musiche dal vivo, e altri trenta ballerini che si esibiranno in tre balletti senza fiato in quello che sarà lo spettacolo più divertente nel cartellone del Verdi di Firenze.

L’operetta è organizzata dal Dopolavoro Goliardico Fiorentino, associazione di promozione sociale costituita da giovani (di spirito) fiorentini, uniti da comuni trascorsi di vita universitaria, che hanno inteso preservare le tradizioni culturali universitarie della città di Firenze coniugandole con finalità di solidarietà sociale. L’operetta goliardica al Teatro Verdi è ormai un appuntamento che si ripete di anno in anno, fatta per gioco e per piacere del pubblico, i cui proventi sono stati negli anni devoluti a Emergency, a Medici Senza Frontiere, all’ospedalino Mayer, alle Ronde della Carità.

Scopo dell’Associazione è riprendere e tramandare la tradizione del teatro Goliardico, nato alla fine dell’800 a Bologna per le celebrazioni dell’ottavo centenario dell’Ateneo volute da Carducci, e giunto poi a Firenze nei secondi anni ’40 e da allora sempre proseguito nella nostra città.
Fin dal 1945, infatti, sono state tenute in Firenze riviste e operette goliardiche che hanno visto famosi attori e autori quali Silvano Nelli (ideatore con Gianfranco D’Onofrio del programma radiofonico “Il Grillo Canterino”), Cesarino Ricci, Giulio Scarnicci e Renzo Tarabusi (realizzatori della coppia Vianello-Tognazzi nel programma televisivo di gran successo “Un, due, tre"). Del teatro goliardico vi sono evidenti riferimenti nelle esibizioni dei Gufi di Milano (Nanni Svampa, Lino Patruno e Roberto Brivio), cosi’ come nella compagnia teatrale genovese “Mario Baistrocchi”.
Ma il teatro goliardico, massima espressione di cultura, intelligenza, dissacrazione, spirito critico e inventiva, lo ritroviamo in abbondanza in Paolo Poli e in Renzo Arbore, senza scordare il mai dimenticato “Amici miei” di Mario Monicelli.

I biglietti sono in vendita presso la biglietteria del Teatro Verdi di Firenze, per qualsiasi informazione telefonare ai’ Cera (cell. 328 1173206).

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