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Godot e Amleto: politica dell’assurdo, teatro della realtà Opinion leader

E ovviamente, mi sono dilettata a tirare paragoni con il governo, perché mi sembra veramente assistere ad una rappresentazione degna del teatro dell’assurdo.
Sentiamo i ministri che fanno delle dichiarazioni e dopo cinque minuti le ritirano, i ministri che sembrano cercare tutti i modi per suscitare ira e sgomento – l’ultimo essendo Passera che vuole vietare cani su diversi treni per motivi “igienici”. A sentirlo sembrerebbe che i treni Eurostar siano dei vagoni del circo. Come qualcuno ha già detto sulla stampa: se il ministro è così preoccupato della salute dei viaggiatori, che faccia qualcosa per l’igiene dei gabinetti.  Ed io aggiungo: se s’interessa del nostro benessere psicofisico, che faccia in modo che i treni viaggino in orario. Poi ci sono i fatti degli ultimi giorni. I terremoti rientrano chiaramente nella categoria forza maggiore (in inglese le parole sono act of God – volontà di Dio), ma non gli edifici nuovi che sono crollati. Ho sentito che “la magistratura dovrà…” e sappiamo che ci vorranno anni e anni prima che tutto sia messo a posto  e cosa vediamo in prima pagina? La proposta di sospendere il campionato di calcio. Sì bisogna agire contro la corruzione, ma non sarebbe meglio per tutti cominciare ed andare a fondo, in tempi non-forestali, con i fatti e misfatti che rovinano le vite? 


Siamo tutti qui col fiato sospeso aspettando, non Godot, ma la Grecia. Ormai, le parole (e ancor di più le smentite) dei “grandi” dicono che la fine è vicina. Nel frattempo le banche tedesche stanno guadagnando delle cifre iperboliche grazie agli spagnoli e greci che stanno svuotando gli istituti dei propri paesi cercando di salvare i loro capitali. È comprensibile. 
Io, non ho paura della situazione greca: se esce dall’euro è vero che scatenerà delle enorme difficoltà però io temo ben altro. Ho sentito già due interviste con degli esperti che dicono che il pericolo per il resto dell’Europa non è tanto il ritiro della Grecia, ma della Germania. La Germania? Si, perché in questo momento le sue banche vanno a gonfie vele, ma il giorno che non vedranno più il cosiddetto “tornaconto” sarà Frau Merkel a dire “non ci piace più questo gioco” – o qualcosa di simile e con un brusco Aufwidersehen  se ne andrà, per tornare tra non molto tempo a raccattare i pezzi sparsi sul suolo dell’Europa intera – Francia compresa – per guadagnare ancora di più, ed avere il controllo de facto su tutto. Ho già detto che leggo molta fantapolitica…e purtroppo diversi degli scenari creati dai romanzieri si sono già avverati. 

Ma, per tornare al teatro, mi sono poi venute in mente le parole di un altro che ha scritto tanto:
“Essere o non essere, questo è il problema: se sia più nobile d'animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell'iniqua fortuna, o prender l'armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli.[…]
Chi vorrebbe caricarsi di grossi fardelli imprecando e sudando sotto il peso di tutta una vita stracca, se non fosse il timore di qualche cosa, dopo […], a sgomentare la nostra volontà e a persuaderci di sopportare i nostri mali piuttosto che correre in cerca d'altri che non conosciamo? Così ci fa vigliacchi la coscienza; così l'incarnato naturale della determinazione si scolora al cospetto del pallido pensiero. E così imprese di grande importanza e rilievo sono distratte dal loro naturale corso: e dell'azione perdono anche il nome.”
Ionesco e Beckett erano grandi, ci mostravano le assurdità della nostra esistenza. Ma, è nelle opere dell’altro che troviamo le parole e gli spunti per farci pensare sul serio. E’ giunto il momento di prendere coraggio e non fare la fine di Amleto.

Foto. Samuel Beckett

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