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Goletta Verde, in Toscana bilancio positivo. Dalle foci di fiumi e torrenti ancora troppi inquinanti Ambiente

Firenze – Sette punti sui ventidue monitorati lungo le coste della Toscana presentano cariche batteriche elevate (Enterococchi intestinali e Escherichia coli) . Non rispettata la normativa sull’informazione (cartellonistica sulle spiagge) ai cittadini cirrca la qualità dell’acqua del mare.  Legambiente avverte: “Una regione a forte vocazione turistica non può più permettersi situazioni di crisi”. Circa i punti inquinati all’Isola d’Elba, Legambiente chiede ai Comuni di Capoliveri (un punto fortemente inquinato) e  Portoferraio (un punto inquinato) ed al Parco Nazionale di individuare una volta per tutte le cause a monte dell’inquinamento rilevato in due fossi. Il presidente Fausto Ferruzza: Occorre intervenire al più presto, mantenendo alta la guardia anche sul nuovo cemento che si affaccia sulla costa”. Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’è anche il non corretto smaltimento degli olii esausti.

La Regione ha sempre investito molto nelle politiche ambientali – sottolinea Legambiente -, ma  ora occorre un deciso cambio di passo per risolvere le criticità ancora presenti soprattutto in Versilia e all’Isola d’Elba”. “Il nostro monitoraggio punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi regionali che mettono a rischio la balneabilità dei nostri mari, ma anche lo sviluppo economico locale dei nostri territori – dichiara Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde –. In Italia, secondo le ultime stime dell’Istat e del Governo, tre italiani su dieci non sono ancora allacciati a fognature o a depuratori e il 40% dei nostri fiumi risultano gravemente inquinati. Sono passati dieci anni dal termine ultimo che l’Unione Europea ci aveva imposto per mettere a norma i sistemi fognari e depurativi, ma piuttosto di agire non abbiamo fatto altro che collezionare multe. La strada da seguire è chiara: il turismo deve diventare uno strumento di rilancio per il nostro Paese e in particolare per la Toscana, da sempre attenta alle questioni ambientali. Per fare questo è però necessario che situazioni come quelle riscontrate dai nostri tecnici si risolvano al più presto per non compromettere territori di pregio come quelli presenti in questa regione”.

Goletta Verde dati Toscana 2L’obiettivo del monitoraggio di Goletta Verde è – ricorda Legambiente nella nota – , quello di individuare le pressioni inquinanti che ancora gravano sulla costa, analizzando il carico batterico che arriva in mare prevalentemente dalle foci di fiumi, canali o scarichi non depurati. Si tratta quindi di “un monitoraggio puntuale – spiega Legambiente – che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né assegniamo patenti di balneabilità, ma restituiamo comunque un’istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni”. I punti scelti sono stati individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente, ma degli stessi cittadini attraverso il servizio Sos Goletta.

Criticità che sicuramente sono note, visto anche che secondo l’Istat (dati al 2012) in Toscana ad essere trattati in maniera adeguata è soltanto il 50,1% del totale del carico generato. Anomalie che ha evidenziato anche l’Unione Europea nell’ultima procedura d’infrazione aperta nei confronti dell’Italia che comprende anche 42 agglomerati urbani toscani (il 18% rispetto ai 230 agglomerati totali). Un dato in linea purtroppo con la tragica situazione italiane, dove solo due aree metropolitane italiane delle 14, quella fiorentina e torinese, hanno raggiunto una depurazione al 100%. Inadeguatezze che, secondo i calcoli del Governo, poterà la cifra complessiva delle sanzioni UE a carico del nostro Paese a circa 480 milioni di euro l’anno dal 2016 e fino al completamento delle opere.

“La Regione Toscana ha sempre investito molto nelle politiche ambientali, così anche recentemente sono stati annunciati nuovi fondi per migliorare il sistema depurativo sia dei comuni costieri che dell’entroterra – commenta Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana -. La vocazione turistica e naturalistica di una delle più belle aree della Penisola non può più rischiare di essere messa in discussione però dai ritardi con i quali si sta procedendo a mettere a sistema gli interventi necessari. I nostri monitoraggi mettono in evidenza situazioni in alcuni casi sicuramente già note, ma ci preoccupano alcuni punti che negli anni passati non presentavano problemi e quest’anno evidenziano invece cariche batteriche elevate. È chiaro che il carico antropico di agosto è notevole, ma questa non può essere una scusante per una regione che punta all’accoglienza turistica. Occorre intervenire al più presto, mantenendo alta la guardia anche sul nuovo cemento che si affaccia sulla costa”.

Da migliorare anche l’informazione ai cittadini. La vigente direttiva sulle acque di balneazione impone, infatti, ai Comuni di divulgare l’informazione sulla qualità dei singoli tratti di mare, secondo la media degli ultimi quattro anni di prelievi (qualità scarsa, sufficiente, buona, eccellente). Eppure in tutti i punti campionati, né nelle immediate prossimità, i nostri tecnici hanno trovato traccia della cartellonistica informativa. Inoltre, facendo un raffronto con il Portale delle Acque del Ministero della Salute, dei sette punti risultati inquinati o fortemente inquinati risulta che quattro di questi non sono per nulla campionati dalle autorità competenti (Foce torrente Carrione, foce del torrente Lavello, Foce fiume Versilia, l’area nei pressi dello scarico del Depuratore Vaccarelle) e 3 risultano invece balneabili: parliamo della Foce fosso Montrone a Pietrasanta, la foce dello scarico presso la spiaggia di via salivolia a Piombino e il Fosso Madonnina a Porto Ferraio)

Le analisi di Goletta Verde
I prelievi e le analisi di Goletta Verde sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente 4 e 5 agosto scorso. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e abbiamo considerato come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori.
Cinque i punti di campionamento effettuati in provincia di Massa-Carrara, di cui tre giudicati fortemente inquinanti: alla foce del torrente Carrione, a Marina di Carrara; alla foce del torrente Lavello a Partaccia di Massa e alla foce del fiume Versilia a Montignoso.
Dei due prelievi effettuati in provincia di Lucca, uno è risultato fortemente inquinato (quello alla foce del fosso Montrone, in località Le Focette di Pietrasanta) e l’altro con inquinanti contenuti nei limiti stabiliti dalla legge (quello alla spiaggia antistante piazza Mazzini a Viareggio).
Due i campionamenti eseguiti a Pisa, entrambi senza criticità da segnalare: alla foce del fiume Arno a Marina di Pisa e alla foce del canale Scolmatore in località Calambrone.
Anche in provincia di Grosseto non sono state riscontrate anomalie. Tutti nella norma i campioni prelevati: al canale Taglio d’Ansedonia, nel comune di Ansedonia; alla foce canale allacciante in località Puntone di Scarlino; alla foce del fiume Bruna – Porto Canale a Castiglione della Pescaia; alla foce del fiume Albegna in località Albinia di Orbetello; alla spiaggia Cala Galera a Poggio Pertuso di Monte Argentario.

Goletta analisi 1
Goletta analisi 2

Legenda
Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente:
Inquinato = Enterococchi intestinali maggiori di 200 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 500 UFC/100ml
Fortemente inquinato = Enterococchi intestinali maggiori di 400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 1000 UFC/100 ml

area umida mola 1670922All’Isola d’Elba sono state riscontrate cariche batteriche elevate per due campionamenti rispetto ai sei eseguiti: giudizio di fortemente inquinato per quello allo scarico depuratore Vaccarelle, nella Zona umida (nella foto) di Mola (Capoliveri), nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano,  e di inquinanto per quello del fosso della Madonnina a Punta della Rena a Portoferraio.
La costa tra il cosiddetto Water Front e San Giovanni è stata accuratamente indagata e sono usciti nella norma sia il prelievo eseguito poco distante da punta della Rena, sulla spiaggia dopo il Fosso della Madonnina che quello alla foce fosso di San Giovanni, che aveva dato problemi negli anni passati.
Nei limiti di legge anche  gli inquinanti presenti negli altri campionamenti, sia a Margidore, Comune di Capoliveri, che alla foce del fosso della Galea a Campo nell’Elba, dove nel 2014, dopo una forte pioggia, i tecnici di Goletta Verde avevano registrato un notevole carico batterico.  Al’Elba si riscontrano quindi dei problemi noti alle foci di due fossi, ma un netto miglioramento della situazione rispetto all’anno scorso.
Legambiente chiede ai Comuni interessati ed al Parco Nazionale di individuare una volta per tutte alle cause a monte – partire da un deficit depurativo intorno al 40% –  e porre rimedio a situazioni che negli anni passati sono state più volte riscontrate anche dall’Arpat.
Sempre in provincia di Livorno, infine, giudizio di inquinato per il campionamento alla foce scarico, presso la spiaggia di via Salivoli a Piombino; mentre entro i limiti di legge quello alla spiaggia Tre Ponti ad Ardenza.

Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’è anche il non corretto smaltimento degli olii esausti. Proprio per questo anche quest’anno il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati è main partner della storica campagna estiva di Legambiente. Attivo da 31 anni, il COOU garantisce la raccolta degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale, che vengono poi avviati al recupero. L’olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. A contatto con l’acqua, l’olio lubrificante usato crea una patina sottile che impedisce alla flora e alla fauna sottostante di respirare. “La difesa dell’ambiente, in particolare del mare e dei laghi, rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione”, spiega il presidente del COOU Paolo Tomasi. L’operato del Consorzio con la sua filiera non evita solo una potenziale dispersione nell’ambiente di un rifiuto pericoloso, ma lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese.

Il Monitoraggio scientifico
I prelievi e le analisi di Goletta Verde vengono eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente che anticipa il viaggio dell’imbarcazione a bordo di un laboratorio mobile attrezzato. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nel laboratorio mobile lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità / salinità). Le analisi chimiche vengono effettuate direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo.
Il numero dei campionamenti effettuati viene definito in proporzione ai chilometri di costa di ogni regione.

Su www.legambiente.it/golettaverde sezione Analisi è possibile visualizzare la mappa interattiva del monitoraggio, con i punti di campionamento e i risultati delle analisi.

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