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Goletta verde: sette punti “fortemente inquinati” sulle coste toscane Ambiente, Breaking news, Cronaca

Firenze – Su diciannove punti monitorati dai tecnici di Goletta Verde lungo le coste toscane, sono ben sette quelli giudicati “fortemente inquinati”. E se da altre parti si ribatte che tuttavia il 90% delle coste toscane risultano non inquinate, tuttavia è vero che l’inquinamento non è circoscrivibile esattamente, dal momento che correnti, vento e moto ondoso possono trascinare gli inquinanti anche a molte miglia da dove sono stati rilevati. E in ogni caso, spiagge e zone inquinate non sono sempre indicati con la cartellonistica di legge:  soltanto in tre casi, informano i tecnici, è stata riscontrata la presenza dei cartelli informativi obbligatori sulla qualità delle acque. Nel mirino di Goletta Verde finiscono, ancora una volta, le foci di alcuni fiumi, canali e fossi d’acqua. Criticità spesso già note da tempo e sulle quali Legambiente chiede un’immediata verifica da parte delle autorità preposte.

 

Il monitoraggio di Goletta Verde (eseguito dalla squadra di tecnici di Legambiente tra 22 e il 23 giugno 2017) prende in considerazione il campionamento dei punti critici che vengono principalmente scelti in base a un “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta.

Per quanto riguarda la “mappatura” delle coste toscane con occhio specifico sull’inquinamento, focus sull’Elba da parte di Umberto Mazzantini, responsabile mare di Legambiente Toscana che spiega: “Per quanto riguarda l’Isola d’Elba, il dato negativo del Moletto del Pesce a Marciana Marina conferma due cose: la prima è che i prelievi fuori norma degli anni passati non erano un accanimento verso la precedente amministrazione comunale, la seconda è che il problema derivante da un troppo pieno fognario che sfocia all’inizio dell’area portuale continua ad esistere e che è un bene che la nuova Amministrazione Comunale abbia nel suo programma la costruzione di un depuratore che speriamo metta al più presto a norma l’intera vallata marcianese. I dati di Mola, la Zona umida del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, confermano quelli dei prelievi di Goletta Verde del 2016 e una situazione intollerabile in un’area così importante e delicata, che ha bisogno immediatamente di una vera protezione, di cartellonistica adeguata e di un’opera di ripristino ambientale che inizi proprio dall’individuazione di chi inquina i preziosi fossi di Mola attentando alla sua biodiversità fragile e unica”.

All’Isola d’Elba sono risultati “fortemente inquinanti”  i campioni prelevati alla foce del fosso di Mola/Fossone Centrale (nell’Area umida del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, nell’area che fa parte nel territorio di Capoliveri) e alla spiaggia presso Moletto del Pesce a Marciana Marina. Entro i limiti sempre a Marciana Marina (alla spiaggia del Capitanino nell’area portuale) e a in località San Giovanni a Portoferraio, alla spiaggia di fronte al fosso San Giovanni. Restando in provincia di Livorno, “fortemente inquinati” anche i prelievi effettuati a Piombino, alla Marina di Salivoli (scarico presso via Salivoli) e alla foce del canale scolmatore tra i territori di Livorno e Pisa.

In provincia di Massa-Carrara due punti su tre risultati “fortemente inquinanti”: a Marina di Carrara (alla foce del torrente Carrione) e in località Partaccia del comune diMassa (alla foce del torrente Lavello). Entro i limiti gli inquinanti riscontrati nel prelievo effettuato sempre a Marina di Massa, ma alla foce del fiume Frigido. In provincia di Lucca i tre prelievi sono risultati tutti nella norma: a Pietrasanta (alla foce del fosso Motrone in località la Focetta e alla foce del fiume Fiumetto) e a Viareggio (spiaggia presso piazza Mazzini).

Nella norma anche i sette monitoraggi effettuati in provincia di Grosseto: alla spiaggia di fronte il fiume Bruna a Castiglione della Pescaia; alla foce del fiume Gora a Follonica; alla spiaggia presso il canale di San Rocco a Marina di 

 

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“Il nostro monitoraggio punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi regionali che mettono a rischio la balneabilità dei nostri mari e di conseguenza anche lo sviluppo turistico ed economico dei nostri territori – dichiara Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente – ancora oggi, infatti, in Italia circa il 25% delle acque di fognatura viene scaricato in mare, nei laghi e nei fiumi senza essere opportunamente depurato, nonostante siano passati oltre dieci anni dal termine ultimo che l’Unione Europea ci aveva imposto per mettere a norma i sistemi fognari e depurativi.”.

La salute dei nostri mari è sempre più a rischio a causa della cattiva depurazione, dei rifiuti galleggianti e spiaggiati e delle continue illegalità ambientali, che seguitano a sfregiare coste e territori italiani. Tra le tipologie di reato spiccano quelli legati all’ insufficiente depurazione e agli scarichi inquinanti: 324 le infrazioni accertate con 431 denunce e 99 sequestri. A seguire i reati legati alle violazioni al codice della navigazione, in aumento rispetto allo scorso anno: nel 2016 sono stati 301 i reati accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto, che hanno portato alla denuncia di 302 persone. C’è poi la pesca di frodo con 250 infrazioni accertate, 249 persone denunciate e 14 sequestri (13.755 kg i prodotti ittici finiti sotto sequestro). Infine i reati legati al ciclo del cemento lungo la costa (222 quelli accertati nell’ultimo anno, con 304 persone denunciate e 61 sequestri effettuati). Dallo scorso anno da segnalare la forza deterrente della nuova legge sugli ecoreati che colpisce soprattutto inquinamento e disastro ambientale.

Sul fronte dell’informazione ai bagnanti resta ancora molto da fare. La cartellonistica in spiaggia è ancora troppo scarsa, nonostante da tre anni sia scattato l’obbligo per i Comuni costieri di apporre pannelli informativi circa la qualità delle acque. Rispetto ai 19 punti monitorati dai tecnici, soltanto in tre i tecnici hanno potuto riscontrare la presenza di questi cartelli che hanno la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare (in base alla media dei prelievi degli ultimi quattro anni), i dati delle ultime analisi e le eventuali criticità della spiaggia stessa. Tema centrale di questa edizione di Goletta Verde sarà anche il rischio per inquinamento da marine litter. 

Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’è anche il corretto smaltimento degli olii esausti. Proprio per questo, anche quest’anno il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati è main partner della campagna estiva di Legambiente. Attivo da 33 anni, il CONOU garantisce la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. In Toscana, nel 2016, il Consorzio ha raccolto 15.225 tonnellate di oli usati. “La difesa dell’ambiente, in particolare del mare e dei laghi – spiega il presidente del CONOU, Paolo Tomasi – rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione. L’operato del Consorzio non solo evita una potenziale dispersione nell’ambiente di un rifiuto pericoloso, ma lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese”.

 

 

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