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Governi preoccupati: Internet favorisce le teorie del complotto Internet

Parigi – Un giovane su 5 in Francia crede alle teorie del complotto, un dato allarmante che non ha lasciato insensibile il governo. Il ministero dell’Educazione Nazionale ha infatti riunito oggi a Parigi psichiatri, insegnanti, ricercatori e studenti per cercare di trovare il sistema pedagogico ed educativo più efficace per arginare un fenomeno che trova ampio seguito anche al di  là delle Alpi. “Reagire alle teorie del complotto” è infatti il tema della giornata di studi organizzata dal ministero.

In attesa di trovare le risposte giuste, il governo ha già aperto un conto su Snapchat destinato ai più giovani che si pongono dubbi sul reale andamento di fatti di cronaca o attentati  e ha anche lanciato un sito internat “ontemanipule”(sei manipolato) per combattere i discorsi complottisti.

La facilità di accesso a internet a una quantità di contenuti, fonti, creano confusione che rende a volte difficile il vero dal falso ed esercitare il senso critico. In questo contesto il Servizio di informazioni del governo (Sig) si è posto l’obiettivo di sensibilizzare e incoraggiare gli internauti –e in particolare quelli tra i 15 e i 25 anni – a decriptare i discorsi complottisti, in modo ludico, efficace e durevole” ha spiegato il Sig.

Il governo ha deciso di scendere in campo contro il fiorire di sospetti di complotti dopo che un sondaggio ha messo in luce il numero crescente di francesi che credono nell’esistenza della setta segreta “gli Illuminati” e dopo il fiorire delle teorie più folli circolate sulla rete dopo gli attentati a Parigi il 13 dicembre scorso.

Secondo il fondatore del sito Cospiracy Watch Rudy Reichstadt,  “se il discorso complottista è ampiamente discreditato nella società, su internet i rapporti di forza sono invertiti”. “Le tesi complottiste, ha dichiarato al quotidiano “Le Figaro”, si propagano. Gli adolescenti sono sempre stati affascinati da misteri e dall’ esoterismo ma prima dovevano far lo sforzo di interessarsi, comprare i libri mentre ora il complotto chimerico degli Illuminati viene loro offerto direttamente sulla rete”. Nel suo “Manuale di autodifesa intellettuale” Sophie Mazet  punta il dito contro Google reo involontario di ospitare un proliferare di siti che incentivano il filone irrazionale tanto da rappresentare una maggioranza schiacciante rispetto alle spiegazioni razionali o scientifiche sempre relegate nelle ultime pagine, mentre pare che il 65% degli internauti si ferma sempre alla prima pagina e il 25% alla seconda.

 

Foto: www.lateoriadelcomplotto.com

 

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