energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Minori: Sestini, “Il Garante presidio per la Toscana delle opportunità” Società

Firenze – La telefonata drammatica di un sabato sera: “Mi hanno portato via il figlio, per favore mi aiuti”. Anche questo fa parte del lavoro quotidiano del Garante per l’infanzia e l’adolescenza, la figura istituzionale creata nel 2011 per potenziare la tutela dei diritti dei minorenni. “Di fronte a una telefonata di questo genere bisogna subito muoversi, anche se poi si verifica che le cose non stanno nel modo disperato con il quale vengono comunicate”.

Grazia Sestini, aretina, fino al 2006 sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega alle Politiche Sociali, ha avuto l’incarico di dare un volto concreto a questa istituzione, costruendo strutture e procedure per renderla riconosciuta e autorevole. Non era facile. Il  nuovo Garante entrava in un mondo complesso, a contatto stretto con il tribunale per i minorenni, con la giustizia ordinaria, con gli operatori dei servizi sociali. Soprattutto con le difficoltà e la crisi dei rapporti familiari, in una società toscana nella quale crescono i conflitti. Nel 2012 ci sono stati 5.548 separazioni nuove e 3.796 nuovi divorzi, con una forte ripercussione sui figli minorenni: “Questo è l’elemento oggi di maggior fragilità nella nostra regione”, esordisce.

grazia sestini

Si trattava in primo luogo di costruire i binari per la collaborazione con tutte le istituzioni che si occupano dei bambini e degli adolescenti. “Ho cominciato – racconta – con l’incontrare tutti i servizi sociali e socio – sanitari della regione, non senza difficoltà perché abbiamo articolazioni molto complesse, offrendo collaborazione su tutti i casi che ritenessero degni di ulteriore attenzione e facendo da consulenti o da collaboratori per quello che era possibile”. Soprattutto con il Tribunale per i minorenni si è instaurato un rapporto molto proficuo, anche perché il Garante ha progressivamente assunto un compito di mediazione fra i vari soggetti: servizi, famiglie, avvocati e soprattutto fra servizi e tribunale per favorire contatti diretti per monitorare i casi più difficili.

Nel frattempo si sono moltiplicati i contatti, per lo più attraverso la posta elettronica, nella maggior parte dei casi di genitori che chiedono le modalità di affido o di adozione o per chiedere consiglio su questioni particolarmente delicate: “Un punto che presenta molte criticità  è il rapporto con i tribunali ordinari, perché la legge sul riconoscimento dei figli naturali ha loro trasferito anche l’affido dei figli di coppie non sposate, praticamente rimandando tutte le conflittualità familiari ai tribunali ordinari”. Almeno una volta alla settimana arriva un richiesta relativa all’affido, mettendo in difficoltà il garante perché di solito a farlo è uno dei due genitori, e dunque occorre una fase di indagine per capire come stanno davvero le cose.

Una delle situazioni più complicate riguarda i nonni: “Una cosa abbastanza dolorosa perché la legge riconosce loro certi diritti, per cui nelle cause di separazione conflittuale i tribunali cominciano  a coinvolgerli. Va tutto bene quando i genitori sono d’accordo, quando non lo sono i nonni che non possono vedere i nipoti si rivolgono al garante”.

Ma la tipologia delle situazioni proposte è assai ampia. Ci sono richieste per far valere i diritti dei figli in ambito scolastico, per esempio per avere gli insegnanti di sostegno, e in questo caso il Garante cerca di trovare una mediazione con la scuola. Segnalazioni arrivano inoltre da singoli cittadini che scrivono per denunciare situazioni di pregiudizio, come le fotografie dei minorenni sulla stampa e soprattutto nei siti internet.

Infine, i casi più dolorosi, gli adolescenti che scrivono al garante: “Quest’anno per la prima volta ho ricevuto lettere bellissime, ma molto amare, di ragazzi coinvolti in separazioni conflittuali che dicono delle cose terribili di uno dei due genitori”.

Mentre si adopera in questo “pronto soccorso famiglia”, il Garante deve portare avanti la sua seconda attività istituzionale che è quella della promozione e della formazione in collaborazione con gli ordini professionale. “E’ partita in questi giorni una ricerca con il garante dei detenuti sulle visite dei bambini nei carceri toscani. A Sollicciano c’è il giardino degli incontri, ma cosa accade negli altri carceri?”. Sarà quello che definisce “il nostro braccio armato”, cioè l’Istituto degli Innocenti a realizzare questa indagine. Un’altra attività è quella che cerca di sensibilizzare i genitori sui pericoli di Internet, fatta in collaborazione con la Fondazione Franchi: proprio oggi, 2 dicembre, si svolge uno di questi incontri in una sala del Comune di Prato con la partecipazione di un tecnico informatico, della polizia postale, di un avvocato.

Il mandato di Grazia Sestini scadrà nel 2018 e in questi quattro anni sono tre gli obiettivi che si è proposta:  “Due sono di natura politica: la Regione prenda in carico la condizione degli adolescenti psichiatrici sia dal punto di vista dell’emergenza, che da quello del trattamento, perché non tutti gli ospedali hanno una psichiatria pediatrica: quei ragazzi che non vengono portati al Meyer dove vengono ricoverati? Abbiamo dunque l’esigenza di dotarci di strutture per l’accoglienza di psichiatrici gravi. Il secondo obiettivo politico è far sì che la Regione continui nella sua politica di favorire affidi e adozioni. Vorrei estendere l’abolizione dei ticket sanitari per i  minori affidati”.

C’è un dato che preoccupa il Garante è resta al centro della sua attività: l’abbandono scolastico nella scuola dell’obbligo, più basso della media nazionale nella scuola dell’obbligo. “E soprattutto sono in aumento quei ragazzi che concluso l’obbligo scolastico non vanno più a scuola. Vorrei in questi anni che fosse applicata bene la legge 32 sulla formazione. Dobbiamo davvero creare una Toscana delle opportunità”.

Foto: www.garanteinfanzia.org

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »