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Grande Nibali: ma le campane di Mastromarco sono rimaste mute Sport

Firenze – Si è verificata ieri venerdì una singolare e, sotto alcuni aspetti triste, circostanza che ha riguardato il campione di ciclismo Vincenzo Nibali e il parroco di Mastromarco di Lamporecchio supertifoso del corridore.

Quello “incontro” è nato perché Nibali, siciliano di nascita, ha vissuto dai tempi in cui era ragazzino e fino a poco tempo fa a Mastromarco di Lamporecchio. In quella località ha iniziato la sua carriera di ciclista partendo dalle categorie giovanili. Tra coloro che lo hanno seguito con passione in questo suo brillante cammino sportivo c’era anche Don Francesco. Ora Nibali vive a Lugano con la moglie e la figlia, ma non perde occasione per recarsi a Mastromarco  per incontrare e trascorrere qualche ora con i suoi tantissimi amici e sostenitori.

Tra i tifosi più “accaniti”, appunto, c’era anche Don Francesco Pieraccini, parroco di Mastromarco deceduto giovedì ad 86 anni. Ed ieri pomeriggio venerdi nel momento in cui Nibali era protagonista di una grande impresa al Giro d’Italia vincendo alla grande la tappa e tornando in corsa per la maglia rosa, a Mastromarco si svolgevano i funerali del parroco Francesco Pieraccini.

E poiché ogni volta che Nibali vinceva una corsa il parroco di Mastromarco suonava le campane. Ieri quelle campane, per la prima volta, sono rimaste silenziose. Quando nel 2013 il corridore si è aggiudicato il Tour de France le campane hanno diffuso i loro rintocchi per oltre mezzora. Insomma rimbalzavano in tutta la zona della provincia di Pistoia per annunciare la bella novella. Ieri pomeriggio davanti a quella strepitosa impresa di Nibali sicuramente Don Francesco, felice ed entusiasta, avrebbe sicuramente suonato le campane a distesa.

Invece il prete, tempo fa nominato monsignore dall’ex vescovo di Pistoia Manuelo Bianchi, in quel pomeriggio così radioso per Nibali, lui veniva trasportato al cimitero di Ferruccia di Agliana paese nel quale era nato. Nibali informato della morte di Don Francesco ha aggiunto lacrime a quelle versate subito dopo l’arrivo della tappa d’ieri per il ricordo della recente morte di Rosario Costa, un corridore 14enne siciliano che correva a Messina nel “Gruppo Sportivo Vincenzo Nibali”.

E’ sicuro che prima possibile Nibali si recherà a Mastromarco, da lui ritenuto il suo “vero” paese, per esprimere ai suoi compaesani – c’è anche un Club a lui intestato con 200 soci – il proprio dolore per la scomparsa del sacerdote che rifletteva il sentimento di affetto per lui di tutto il paese.

 

 

 

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