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Grandi Opere, da sabato in scena a Firenze Ambiente

Cosa e perché? Cosa succede in Val di susa, e perché un’intera Valle, a fronte di un progetto approvato dallo Stato italiano, insorge e non si fa spaventare né dalla polizia né da pressioni trasversali, politiche, mediatiche?
E’ un tema complesso, quello su cui si svolgerà la due giorni “Val di Susa – Firenze: “Grandi opere inutili e la Progettazione alternativa diffusa”, che unisce ragioni di carattere squisitament tecnico (quanto costeranno all’Italia le grandi opere, in termini non solo economici? Quale ne sarà il ricavo in termini di benefici?) a ragioni politiche e di principio fino ad arrivare a ipotizzare un deficit di democrazia sulle decisioni prese.
Organizzata dalla lista di cittadinanza Unaltracittà, dal comitato NotunnelTav e da Italia Nostra, l’incontro prevede la partecipazione di urbanisti, comitati, cittadini, studiosi di vario genere, per analizzare l’impatto economico, sociale, ambientale delle Grandi Opere. E per chiedere: ce n’è veramente bisogno? C’è veramente bisogno di pensarle, organizzarle, gestirle nel modo con cui si è proceduto?

“Pensiamo, per fare un esempio cittadino, ad esempio alle operazioni di trasporto delle terre di scavo in via Lippi, a quelle centinaia (oltre 90) camion che in un giorno passano per vie che fiancheggiano case, scuole, il tessuto vissuto della città – ricorda Ornella De Zordo, Unaltracittà – la stessa cantierizzazione della Tav, a firenze, è fatta in modo da non curarsi della gente che ci abita, della popolazione che inala polveri sottili, che vede stravolta la propria quotidianità. Non per niente ieri un corteo spontraneo si è formato in via Lippi per dire basta alle centinaia di camion che portano via i rifiuti su gomma, mentre precise regole ministeriali prevedevano trasporti di terre di risulta su ferro”.

Si fa finta di niente? In ogni caso, un presidio si terrà a Ponte al Pino, oggi alle 18 per dimostrare simbolicamente la volontà di resistere alla realizzazione delle grandi opere.

E sabato 3 marzo, presso il salone del dopolavoro ferroviario in via Alamanni, comincerà la kermesse alle 9,30. Il primo incontro avrà come tema: Le “Grandi Opere Inutili” causa e/o effetto della crisi economica.

Il convegno avrà fine domenica 4 marzo.

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