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Aziende green, il progetto apuano dell’azienda Storti Economia

Vi raccontiamo il sogno, molto concreto e moderno,  del giovane 30enne di Carrara Paolo Storti, per sè e la sua azienda che si trova agli Ossi, sulla Foce tra Massa e Carrara. Meccanico in una nota officina massese si converte e sceglie un spaccato della filosofia e dell'economia green, quella del futuro: vuole dedicarsi all’allevamento e alla produzione di latte d’asina.  “Il Raglio Apuano”  è il nome dell'azienda Storti che Coldiretti ha cullato, scorgendone le potenzialità e le prospettive: “L’elemento caratterizzante insieme all’originalità della tipologia di attività che intende realizzare, è l’età di Paolo, un giovane che ha deciso di svoltare e di dedicarsi all’allevamento – evidenzia Vincenzo Tongiani presidente Provinciale Coldiretti – I giovani in questa provincia fortunatamente ci sono e hanno capito che l’agricoltura può rappresentare una valida prospettiva per il loro futuro. Messi in condizioni e garantito il sostegno indispensabile anche a livello economico possiamo creare in agricoltura occupazione e reddito con effetti per tutto il territorio”. L'idea di Paolo Storti è in perfetta linea con le politiche e le esperienze di green economy del settore-agroforestale, in Italia e all'estero, che affondano le proprie radici in una concezione di economia ecologica, che sanno conciliare tradizione ed innovazione, producendo reddito e qualità della vita.
"Ogni asina produce fino ad un massimo di 2 litri di latte – dice Storti – per ottenerli bisogna mungere anche fino a 3 volte al giorno. Uno sforzo ripagato dal mercato: un litro di latte può costare anche fino a 15-16 euro al litro. E’ una produzione preziosa”.
“Il mio obiettivo è quello di produrre latte d’asina – spiega Storti – per vendere anche online sfruttando l’e-commerce. E’ un latte molto particolare, ottimo sostituto del latte materno, indicato per bambini allergici alle proteine per esempio, maanche ad anziani. Attualmente in Italia sono un paio le realtà specializzate. Vorrei inserirmi in questo settore anche se so che sarà un percorso molto difficile e lungo”. Utilizzato nella cosmesi, anche da Cleopatra, e tanti grandi Re dell’antichità ne sfruttavano le proprietà, nel frattempo il piccolo allevamento di Paolo sforna puledrini: “La vendita di puledri mi aiuta in questa impresa – racconta Paolo che ha chiamato la sua azienda “Raglio Apuano” – ho acceso un mutuo, ormai 6 anni fa per acquistare il terreno, circa 1 ettaro e mezzo, e il rudere che sto ristrutturando con l’aiuto di mio padre, tutto in economia spendendo i miei sabato e domenica; l’attività di allevamento mi sta aiutando a costruire il mio sogno. Tirare fuori la giornata non è facile ogni giorno ma a me va bene così: voglio fare questo da grande. Godermi i ritmi della natura da qui”.
L’intraprendenza di Paolo non è passata inosservata: è stato infatti scelto per far parte del comitato Giovani Impresa di Coldiretti (info su www.massacarrara.coldiretti.it) insieme ad altri giovanissimi agricoltori con altrettante storie straordinarie alle spalle. Nel comitato fanno parte anche Veronica Bondielli, Francesco Iakcin, Fabio Bonotti e Franca Altieri.

Lo ripete più volte Paolo Storti con infaticabile orgoglio, da lassù “dove volano le aquile” racconta scherzando, il piccolo ed affascinante rudere che sta “resuscitando” sulla vetta di Via degli Ossi. Ha 12 asini amiatini, che hanno tutte un nome: Veronica, Monica e così via.  “Pascolano” in libertà nel bosco che copre la sommità della Foce, spartiacque tra Massa e Carrara,arrampicandosi tra pendii e collinette. Fischia e loro sbucano, come in un gioco di guerra, dalla fitta vegetazione. Lo salutano. “Lì ci farò una stalla – racconta – così potranno restarci anche in inverno. Ora spero nei contributi del Programma di sviluppo rurale. Ha le idee chiaro Paolo che ha ereditato la passione per gli asini dal padre per trasformarla in un’impresa agricola innovativa, unica nel suo genere in Toscana.
L’impatto con il mondo, dagli Ossi, rende l’idea: il bianco delle cave modellato dalla mano dell’uomo sulla destra, la foce del fiume Magra sulla sinistra nascosta dai lunghi alberi. E poi silenzio. Pace. “Qui è uno spettacolo – ammette – tutto è nato per un caso fortuito. Qui 6 anni fa c’era solo vegetazione. Il rudere era completamente coperto come tutto il resto. È stato molto faticoso ma ora…”. Anche la futura impresa di produzione di latte non sarà uno scherzo ma Paolo ha pazienza e il sostegno di Coldiretti che più volte “ringrazia”.


 

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