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Greve in Chianti, Imu “leggera” per la prima casa Politica

Imu "leggera" a Greve in Chianti, dopo la definitiva approvazione delle nuove aliquote nel corso dell'ultimo consiglio comunale. Leggera almeno per la prima casa, dopo che, con voto favorevole della maggioranza (Democrazia e Innovazione – Centrosinistra per Greve in Chianti più Sel) il secondo passaggio previsto dalla legge ha visto il ritocco solo di alcune aliquote grevigiane. E quella sulla prima casa rimane allo 0,40%, ovvero all'aliquota base, come sottolinea il vicesindaco Paolo Sottani: "Siamo l'unico comune del Chianti ad aver raggiunto questo risultato".

L’approvazione è arrivata con il voto favorevole della maggioranza, l’astensione del gruppo di opposizione dei Popolari per la Libertà, i voti contrari di Lista Civica con Paolo Stecchi e Rifondazione comunista. Assenti i consiglieri del gruppo Riformisti & Democratici.
L'impostazione della tassa, come ricorda lo stesso Sottani "ha seguito un crinale di giustizia e equità sociale. In questo senso abbiamo innalzato allo 0,60% l’aliquota su immobili in categoria A01, A08, A09 (ovvero abitazioni di pregio), anche se prime case. Per le famiglie che invece hanno in casa situazioni di handicap certificate, l’Imu sulla prima abitazione scenderà allo 0,36%”

Anche a Greve in Chianti il gettito della prima rata dell’Imu è stato inferiore rispetto alle previsioni effettuate dal ministero delle Finanze: 260mila euro. Il tutto in una situazione resa già delicata dai 363.000 euro in meno di trasferimenti statali e ulteriori 86.000 euro di tagli comunicati recentemente da Roma.

“Inoltre – dice ancora Sottani – rispetto agli altri comuni del Chianti il nostro è ulteriormente penalizzato. Essendo infatti area parzialmente montana, non possiamo assoggettare ad IMU il patrimonio immobiliare rurale, compresi gli agriturismo. Con il risultato che solo a Greve queste strutture non pagano questa tassa: dal consiglio comunale quindi, su stimolo del sindaco e con adesione del gruppo di maggioranza e di quello dei Popolari per la Libertà, è emersa la necessità di una riflessione e di una iniziativa sulla questione”. Tanto per dare delle cifre, nei vicini comuni i possessori di immobili strumentali all’attività agricola pagano l’IMU: lo 0,10% a San Casciano e a Impruneta, lo 0,20% a Bagno a Ripoli.

Un altro criterio seguito è stato quello di cercare di dividere il reddito dalla rendita: “Chi possiede fabbricati dedicati alla propria attività commerciale o artigianale pagherà un’aliquota dello 0,90%; nel caso in cui il proprietario dell’immobile sia diverso da chi invece vi esercita l’attività, l’aliquota sarà dell’1%. Ad esempio, se un commerciante o un artigiano esercita la propria attività in un fondo che non sia suo, l’Imu a carico del proprietario dell’immobile sarà dell’1%. Il massimo, ovvero l’1,06%, varrà per unità immobiliari sfitte (sia a destinazione abitativa che ad altro) e per le unità iscritte al catasto nella categoria A10 (uffici e studi privati)”.

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