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Grey Cat Jazz Festival: Bombino e il rock del deserto Spettacoli

Gavorrano – Il rock torna alle origini per rigenerarsi e ritrovare la purezza dei suoi ritmi. Ci prova con successo un giovane chitarrista africano Goumar Almoctar detto Bombino (una deformazione della parola italiana bambino) che è ripartito dai suoni tradizionali del suo popolo i tuareg e della sua terra, il Niger, per ritrovare il blues e il rock della grande stagione di Jimi Hendrix e Jimmy page.

E’ questo il percorso che Bombino ha proposto agli spettatori del concerto che si è tenuto domenica 16 agosto al Teatro delle Rocce di Gavorrano,  e  mai location nello stesso tempo così dura e suggestiva è stata più appropriata per una musica che gli esperti hanno  battezzato “desert rock”.

Goumar e il suo gruppo internazionale di musicisti di grande talento  hanno esordito con alcuni pezzi folk della tradizione del popolo blu, il canto del deserto e della vita nomade: chitarra acustica e strumenti a percussione africani. Poi il via ai brani con le chitarre elettriche e la batteria per “elettrizzanti groove desert blues” che hanno coinvolto decine di spettatori che hanno danzato ai piedi del palco.

Bombino canta in Tamasheq, l’antica lingua tuareg, con una voce intensa ma fortemente evocativa, qualcosa che nasce dal  profondo di una cultura libera e orgogliosa, pronta alla ribellione di fronte a qualunque tentativo di toglierle identità e indipendenza.

Fra i brani proposti dl suo ultimo album Nomad del 2013, da menzionare  Addounia, il canto dell’incessante, mai soddisfatta, ricerca dell’acqua: “Voi qui avete tanta acqua, quasi ogni giorno, ma nel deserto dobbiamo ogni giorno fare i conti con la sua mancanza”.

Quello di Bombino è stato il quinto appuntamento della 35° edizione del Jazz Festival Grey Cat diretto da Stefano Cocco Cantini che ogni anno richiama in Maremma alcuni fra i più importanti artisti della scemna internazionale.

Foto: Daniela Buccelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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