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Grillo va al Monte, attacca tutti e si avventa sul Pd Politica

Beppe Grillo non ha voluto perdere la ghiotta occasione che gli offriva l'assemblea di MPS sul bilancio 2013 per offrirsi una tribuna pre-elettorale. Il comico genovese ha fatto irruzione nella sede della banca senese monopolizzando l'attenzione dei media con una girandola di accuse che non ha risparmiato nessuno: dalle banche ai partiti, dal governo al presidente Giorgio Napolitano. L'attacco è stato frontale, soprattutto nei confronti del PD che ha accusato di essere il principale responsabile della debàcle del Monte, cui è stata inflitta "la maggior distruzione finanziaria del paese e dell'Europa". "Qui siamo nel cuore della peste rossa. Il PD non è una cura ma una malattia, va estirpato, i vertici del partito devono essere processati assieme alla Consob e alla Banca d'Italia" ha detto nel corso del suo intervento all'assemblea, riferendosi all'acquisto di Antonveneta che ha depauperato la banca.

"Questa è la mafia del capitalismo, non la Sicilia" ha rincarato Grillo invitando anche a non approvare il bilancio 2013 ( che si è concluso per il terzo anno consecutivo in rosso , con perdite per 1,4 miliardi che portano a oltre i 9 miliardi quelle dell'ultimo triennio). "Il bilancio è una cosa da neuropsichiatria. Ve lo mettono in quel posto con la semantica e le parole asservite al sistema finanziario" ha proseguito Grillo accusando la gestione Profumo-Viola di aver consegnato la banca "alla finanza Nera, ai sudamericani, ai soci americani Black Rock, che spolpano le aziende e poi se ne vanno". Quanto all' Europa, Grillo è convinto che Il suo movimento "vincerà alla grande"' , pronto a fare un referendum sulla moneta unica se non verranno accettati i suoi punti di vista.

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