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Gruppo di ricerca dell’Università di Firenze studia come coltivare l’amaranto STAMP - Università

Un gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze delle Produzioni vegetali, del Suolo e dell’Ambiente agroforestale dell’Università di Firenze ha intrapreso la coltivazione dell’amaranto. Guidato da Paolo Casini e Felice La Rocca, il gruppo di ricerca sta effettuando delle prove di adattabilità della pianta, che per secoli è stata coltivata soltanto in Messico e sulle Ande e che ha delle importanti proprietà nutritive. Utilizzata dai Maya e dagli Atzechi come alimento, la pianta di amaranto ha un elevato potere antiossidante ed anti-invecchiamento. Oltre che i semi, si possono consumare (come fossero spinaci) anche le foglie, che hanno un elevato contenuto di proteine, lisina e calcio. L’amaranto, a causa dell’assenza di glutine, è adatto anche all’alimentazione dei celiaci. La farina di amaranto, invece, è particolarmente adatta all’alimentazione di obesi e dietetici in quanto non contiene zuccheri ed ha un elevato contenuto di amilopectina e zuccheri complessi. L’olio di amaranto, grazie all’elevato contenuto di vitamina E e di squalene, è impiegato per la cura della pelle e dei capelli, nonché nei formulati anallergici. Il latte di amaranto ha un ottimo bilanciamento degli aminoacidi ed un alto contenuto di calcio, così che risulta indicato nell’alimentazione di bambini, anziani ed intolleranti al lattosio. Dalle foglie di amaranto, infine, si può ricavare un particolare colore rosso per l’industria alimentare.

Foto: http://www.consumer.es

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