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Gruppo Kme, annunciati 275 esuberi Cronaca

Il gruppo Kme annuncia 275 esuberi: i timori peggiori, quelli adombrati nei giorni scorsi dalla Fiom, confermati in pieno. La notizia arriva come una mazzata per gli operai che erano già all’erta. Il sindacato non china la testa e in una nota confema tutta la sua volontà di contrastare i licenziamenti avanzando nel contempo una proposta che salvi capra e cavoli: vale a dire, la produttività dell’azienda e le famiglie che rischiano di rimanere senza sostentamento.
“La Fiom considera questi numeri assolutamente ingestibili in una logica che non sia quella dei licenziamenti di massa – commenta in una nota molto dura il sindacato –  confermata la fermata del più grande forno dello stabilimento di fornaci di Barga e la chiusura dell’officina Lime di Campo Tizzoro, consideriamo queste scelte sbagliate perché non garantiscono né una soluzione socialmente compatibile alle persone sottoposte ai licenziamenti né un futuro a tutti gli altri lavoratori degli stabilimenti italiani”.

Il panorama che si apre è il seguente: “La produzione del forno fusorio, che forniva sia Fornaci che lo stabilimento di Serravalle Scrivia, si sposta in Germania e l’Italia perde un pezzo importante della sua capacità industriale e di peso strategico dentro il gruppo – spiega la nota sindacale – contemporaneamente la chiusura delle Lime, che si occupa di progettazione, realizzazione e manutenzione delle linee produttive conferma ancora di più la nostra preoccupazione sulla sopravvivenza stessa di tutti gli stabilimenti italiani che occupano complessivamente circa 1500 persone”.

Ed ora? La speranza è quella di modificare, atraverso la trattativa, l’impostazione stessa del piano messo in atto dall’azienda.  “Garantire il mantenimento dei siti industriali e loro missione produttiva è l’unica soluzione che può tenere insieme la difficile fase economica con una fase sociale sempre più delicata – ricorda la Fiom –  per fare questo ci vuole prima un piano industriale che risponda a queste caratteristiche poi mettere in campo tutti gli ammortizzatori sociali possibili e necessari per rendere tale piano industriale credibile industrialmente e compatibile socialmente con il destino di centinaia famiglie che rischiano di perdere salario”.

Una vera e propria sfida, quella cui la Fiom chiama l’azienda, in particolare “a partire dal suo principale azionista Vincenzo Manes che ha fatto dell’impegno nel sociale un suo biglietto da visita che rischia di essere clamorosamente smentito da questa scelta”. Nei prossimi giorni si terranno assemblee con i lavoratori.
Gli esuberi annunciati sono così ripartiti:
Fornaci di Barga, 142 totali di cui 40 impiegati e 102 operai
Lime, 38 totali di cui 21 impiegati e 17 operai
Serravalle Scrivia, per quanto riguarda il tubificio 80 in totale di cui 10 impiegati e 70 operai; per quanto riguarda il settore Barre settore barre 15 in totale di cui 5 impiegati e 10 operai

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