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Gruppo Kme: la Fiom critica, l’azienda risponde per le rime Economia

Fornaci di Barga – Botta e risposta fra sindacato e gruppo Kme sulla situazione degli stabilimenti aziendali in Italia. Massimo Braccini, coordinatore nazionale Fiom gruppo Kme, ha diffuso un comunicato contenente un elenco di criticità che a suo parere deve essere affrontato in “un quadro di instabilità economica nel gruppo ed un calo degli ordinativi, accompagnato da un aumento dell’utilizzo della cassa integrazione”.

Tali criticità riguardano fra l’altro, sostiene Braccini, la mancanza di un protocollo concordato di gruppo sulla sicurezza con l’azienda, 35 lavoratori in cassa integrazione  a zero ore in cassa integrazione, “non rispettando l’accordo del 22 ottobre 2018 che prevedeva almeno 8 giorni di attività lavorativa minima mensile”. “Le lavoratrici ed i lavoratori del gruppo Kme vivono nell’incertezza lavorativa da troppi anni e serve un chiaro piano di prospettiva che lasci intravedere un percorso volto al ritorno ad una condizione di stabilità”, conclude il sindacalista.

Drastica la risposta dell’azienda. “La realtà è che, dopo alcuni anni di intensa riorganizzazione, KME chiude i bilanci in positivo e, nonostante l’attuale drammatico periodo, si accinge ad essere una delle (purtroppo poche) aziende che chiuderà il primo semestre 2020 praticamente in linea con l’ambizioso budget definito lo scorso novembre”.

“Non è un atteggiamento responsabile strumentalizzare, per fini di visibilità mediatica funzionali alla imminente campagna elettorale sindacale – prosegue il comunicato della Kme –  una realtà che, con una gestione presa a modello da molte altre aziende e associazioni di categoria,  ha superato la crisi Covid garantendo un ambiente di lavoro più sicuro dell’ambiente esterno.

La realtà – prosegue – il comunicato è che KME deve affrontare le conseguenze di questi mesi di blocco globale di alcuni mercati e deve gestire con grande attenzione le dinamiche di un difficile ritorno alla normalità. Tutto questo sarà affrontato nel prossimo futuro con lo stesso massimo impegno, anche rivolto alla salvaguardia dell’occupazione, come sempre avuto in passato, che ha permesso di ridurre gli esuberi da alcune centinaia a qualche decina e rilanciare l’azienda. L’azienda annuncia che sarà convocato al più presto un incontro “anche per chiarire le nuove modalità di relazioni industriali che i recenti comunicati, di fatto, chiedono a gran voce”.

 

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