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Gualchiera di Coiano gioiello di archeologia industriale luogo del cuore Fai Cultura

Prato – È un gioiello di archeologia industriale la Gualchiera di Coiano o Mulino Naldini, promosso  luogo del cuore FAI (Fondo Ambiente Italiano), dal Comune di Prato e dall’associazione “Insieme per il recupero della Gualchiera di Coiano”. Un’associazione cittadina a cui hanno aderito tantissimi professionisti che volontariamente offrono il proprio aiuto non solo nel risistemare i locali ma che con determinazione da oltre due anni hanno preso in seria considerazione la possibilità di donare alla città, riqualificandoli, gli antichi stanzoni della lavorazione della lana a Coiano.

Un ambiente unico nel suo genere risalente al 1200, dove fino agli anni ‘90 veniva ancora praticata la follatura e al cui interno sono presenti  tutte le macchine del processo produttivo:dalle pulegge all’albero di trasmissione fino agli alberi di rinvio alimentati da un’unica sorgente di forza motrice. L’edificio però necessita di un importante restauro per poter essere messo in sicurezza e aperto nuovamente al pubblico.

“La Gualchiera – dice il presidente della associazione Roberto Deiper le sue caratteristiche che la rendono unica in Europa, potrebbe diventare una appendice del Museo del Tessuto per mostrare a chi la visita cos’è un edificio industriale con le sue fasi di lavorazione e le  antiche macchine del processo produttivo ancora perfettamente funzionanti. Inoltre recentemente abbiamo stipulato con l’Amministrazione Comunale grazie al Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani,un Patto di collaborazione per il recupero e la gestione del prezioso reperto.”

In definitiva poi si tratterebbe anche di recuperare una piccola parte degli antichi mulini ad una produzione di energia elettrica grazie agli incentivi previsti in tal senso, per riportare a nuova vita non solo i mulini stessi ma anche le gualchiere, le Gore e il Cavalciotto che sono le radici stesse della città di Prato.

Un’operazione di riqualificazione ambientale unica nel suo genere che  se portata a buon fine potrebbe  diventare  patrimonio culturale italiano ed europeo,a disposizione di chi volesse conoscere e approfondire le origini di Prato,del suo fiume e dei canali,tutte realtà collegate alle primissime attività industriali e di insediamento.

E infatti grazie al Bisenzio e al Cavalciotto di Santa Lucia, nonché alle gore che alimentavano sin dall’anno mille ben 48 mulini e 20 gualchiere,che si deve poi la realizzazione dell’imponente complesso archittettonico voluto  da Lorenzo il Magnifico comprendente  la bellissima fattoria medicea e le Cascine di Tavola con accanto la Villa di Poggio a Caiano.

“Infine – ci spiega Mario Barbacci, l’economo della associazione  – stiamo lavorando a solo titolo di volontariato per studiare il modo di recuperare almeno una parte dell’antico sistema idraulico per la possibilità di inserire micro generatori idroelettrici (uno di questi a breve sarà funzionante in prova proprio alla Gualchiera di Coiano), in modo da ricavare piccole e preziose fonti di energia idroelettrica nel più assoluto rispetto del territorio e dell’ambiente. Se cosí fosse si potrebbe ottenere una produzione media annuale di energia elettrica per un valore di oltre 250mila euro, che vorrebbe dire circa 528 tonnellate di CO2 evitate in atmosfera!”

Tutti i cittadini possono dare il proprio voto recandosi presso l’Ufficio Informazioni Turistiche in Piazza Buonamici in orario di apertura, al Museo del Tessuto e alla Biblioteca Lazzerini in via Puccetti, oppure votando presso i vari stand che fino al 30 novembre nel fine settimana saranno presenti in città. È possibile votare anche online attraverso il sito https://www.fondoambiente.it/luoghi/la-gualchiera-di-coiano-o-mulino-naldini?ldc

In foto da sinistra Mario Barbacci adestra Roberto Dei all’interno della Gualcheria di Coiano 

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