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Gucci è presidio di filiera Economia

Un rinnovato impegno delle parti  per definire e implementare strategie condivise volte a sostenere, valorizzare e promuovere il sistema della filiera Gucci e del territorio fiorentino in senso lato, affinché – in una logica di sostenibilità economica e sociale, e di rispetto delle regole e della legalità – rimanga patrimonio di conoscenze e “Saper Fare” e luogo indiscusso di creazione del valore, della ricerca dell’eccellenza e della qualità totale. E' questo il senso dell'accordo innovativo che fu siglato con l'accordo sindacale del giugno 2004 e che muoveva dall’interesse e dalla volontà di valorizzare il percorso di Responsabilità Sociale avviato all’interno del Sistema Gucci.

L’accordo – il primo del settore in Italia – dette vita a un Comitato Paritetico Permanente per le politiche di filiera, allo scopo di definire e declinare nella pratica i fattori strategici per la tutela e lo sviluppo della filiera.
In seguito, le parti sottoscrissero nel settembre 2009 un protocollo d’intesa con cui si impegnarono  a dar vita a un processo comune basato sulla partecipazione e concertazione, finalizzato al consolidamento e conseguimento di obiettivi che pongono al centro la valorizzazione delle risorse dell’area, della cultura della qualità e di prodotto espressi dal territorio, che da sempre hanno contraddistinto l’area fiorentina, di cui la filiera Gucci rappresenta parte importante.

E il 31 maggio scorso, in seguito a una riunione tenutasi presso la sede di Gucci, a cui hanno partecipato tutti gli attori del Comitato per le Politiche di Filiera, ovvero Gucci, Confindustria Firenze, Cna Firenze e le organizzazioni sindacali Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Ugl, è stata espressa la volontà e il rinnovato impegno di proseguire sul cammino tracciato. Che significa, in buona sostanza, un aiuto e una "protezione" dell'azienda principale nei confronti delle piccole imprese (sovente di ordine familiare) che sono protagoniste della costruzione del prodotto.

Un atteggiamento che risulta estremamente chiaro analizzando le "linee guida" tracciate e sottoscritte dalle parti a seguito dei lavori del 2009:  prosecuzione del monitoraggio congiunto per quanto concerne l’andamento economico e le criticità delle aziende di fornitura della filiera; rinnovato impegno per sostenere la qualificazione della filiera già in atto dal punto di vista dell’innovazione tecnologica e del processo produttivo, anche attraverso una valutazione periodica degli elementi di forza e di criticità dell’innovazione e del know-how delle filiere per lo sviluppo di medio – lungo termine;ulteriore impegno, in sinergia con gli enti locali, per la formazione nella filiera della pelle, che è elemento strategico per rinnovare il know-how del distretto locale, e per la possibilità di continuare ad assorbire e gestire nel modo migliore i volumi produttivi ed i cambiamenti che il mercato richiede; rafforzamento della promozione delle reti di impresa, che dovrà essere occasione per la realizzazione di politiche di miglioramento competitivo della filiera, ma anche per affrontare il problema per l’accesso al credito delle piccole imprese.

Gucci – uno dei marchi leader nel settore del lusso a livello mondiale – impiega direttamente oltre 8.000 persone nel mondo e alimenta un indotto complessivo di circa 45.000 persone in Italia, che si concretizza in una rete di fornitori e subfornitori costituita prevalentemente da piccole-medie imprese, molte delle quali a gestione familiare, che lavorano per il marchio fiorentino da più generazioni.

Foto: www.visitflorence.it
 

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