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Gucci guida la carica della filiera della pelle Economia

Soggetto promotore dell'iniziativa, oltre a Gucci che sarà sponsor delle tre reti, è Confindustria Firenze: "Non ci limitiamo ad aver supportato la nascita delle reti – ha detto il presidente Simone Bettini – il nostro contributo concreto mirerà a valorizzare l'eccellenza di questo comparto sul nostro territorio e sostenere le neonate reti con servizi e attività concrete nel campo della formazione, del credito e della mediazione nelle attività di ricerca e innovazione".
Quali sono i vantaggi per le imprese di ogni rete, che grazie all'importanza di uno sponsor come Gucci potranno sperare in un rapporto più disteso con le banche? Coordinare in modo più efficace le attività del processo produttivo. Attivare investimenti comuni in innovazione tecnologica e organizzativa. Arrivare ad ottenere elevati standard condivisi di qualità e sicurezza. Maggiore produttività e maggiore efficienza, quindi, facendo crescere tutta la filiera del territorio. "Gucci intende continuare a valorizzare – ha affermato Micaela Le Divelec Lemmi, vicepresidente esecutiva dell'azienda – l'eccellenza delle realtà imprenditoriali della sua filiera, attraverso nuovi impulsi all'innovazione e iniziative di formazione che impediscano la dispersione delle competenze e del know-how".
Il 2011 fin qui è stato positivo per la storica griffe fiorentina: "Gucci nei primi tre trimestri dell'anno ha superato quelle che erano le aspettative", ha spiegato Le Divelec Lemmi, secondo cui per il 2012 dipende "da come la clientela reagirà alla situazione macroeconomica mondiale". Le imprese delle tre reti (P.re.gi, ALMAX e F.a.i.r.) insieme contano più di 600 addetti e un giro d'affari complessivo sugli 80 milioni di euro. Confindustria Firenze, ha rivelato Bettini, al momento sta lavorando alla nascita di altre quattro reti di aziende del territorio. "Abbiamo bisogno delle Pmi e delle imprese che fanno la filiera", ha affermato Aldo Bonomi, vicepresidente nazionale di Confindustria con delega ai distretti industriali: e il contratto di rete "è una grande opportunità per le aziende, che così mantengono la loro autonomia e la loro voglia di fare impresa", ha concluso.

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