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Guerra dei rifiuti fra Arezzo e Firenze Cronaca

Arezzo lo aveva già preannunciato. Se Firenze non avesse cancellato dal suo piano l’attivazione della discarica a Le Borra, nel territorio di Figline Valdarno, l’accordo per il conferimento dei rifiuti fiorentini nella discarica di San Giovanni Valdarno sarebbe stato stracciato. Troppe, per la Provincia di Arezzo, due discariche a pochi chilometri di distanza. Podere Rota, la discarica di San Giovanni Valdarno, accoglie da anni i rifiuti di Firenze e di parte della sua provincia. Un’altra discarica a pochi passi, a Figline, viene giudicata fuori luogo per il Valdarno.
Ma Firenze poche settimane fa, nonostante le proteste dei comuni del Valdarno aretino e della Provincia di Arezzo, ha dato il via libera al piano provinciale dei rifiuti che prevede appunto la realizzazione di una discarica a Le Borra, in territorio figlinese.

Così la giunta provinciale di Arezzo ha deliberato ieri l’avvio del procedimento per la risoluzione dell’accordo con la Provincia di Firenze sulla gestione dei rifiuti solidi urbani prodotti nei comuni del Valdarno aretino e fiorentino. La decisione è stata prese – sentiti i comuni del Valdarno aretino e i rappresentanti dell’Ato Toscana Sud – in conseguenza, fa sapere la Provincia di Arezzo, dell’approvazione, da parte della Provincia di Firenze, del Piano Interprovinciale di gestione dei rifiuti dell’Ato Toscana Centro, nel quale si prevede l'apertura della discarica di "Le Borra", nel comune di Figline Valdarno; nonché della pubblicazione, da parte dell’Ato Toscana Centro, del bando di gara per la gestione dei rifiuti. Allo scadere del termine fissato per il 31 Marzo 2013, se non saranno riviste le decisioni assunte dalla Provincia di Firenze e dall’Ato Toscana Centro in merito alla prevista discarica de "Le Borra", la Provincia di Arezzo adotterà i provvedimenti definitivi di propria competenza sia in relazione al conferimento dei rifiuti prodotti dai comuni del Valdarno fiorentino, della Valdisieve-Mugello e di rifiuti urbani provenienti dalla stessa città di Firenze; sia per quanto concerne il conferimento di sovvalli provenienti dall’impianto di selezione di Casa Rota, al previsto inceneritore che dovrà essere attivato nel comune de La Rufina.

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