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Guerra del solare, la Francia entra i campo Ambiente

L’offensiva messa a punto al di là delle Alpi per contrastare quella che il governo definisce ‘’una concorrenza sleale’’ prevede  un sostegno alla filiera francese dell’energia solare attraverso una serie di  gare d’appalto destinate ad aumentarne la capacità  di produzione di 1.000 megawatts nel 2013 e un aumento fino al 10% della tariffa dell’acquisto di energia solare prodotta da piccole entità fotovoltaiche che utilizzano pannelli fabbricati in Europa. Secondo il ministro dell’energia Delphine Batho queste misure dovrebbero  generare nel settore investimenti per oltre due miliardi di euro e creare o salvaguardare 10.000 posti di lavoro. La filiera  francese ha perso negli ultimi due anni  quasi 15.000 impieghi scendendo a quota 18.000 dai 32.500 del 2010. ‘’La posta in gioco, ha detto Delphine Balto, è far vedere che abbiamo un ruolo da svolgere nei prodotti ad alto valore aggiunto e che la battaglia non è persa nonostante un clima concorrenziale feroce’’. 

Il governo attende inoltre la conclusione di un ‘’dibattito sula transizione energetica’’  lanciato nei  mesi scorsi per mettere a punto una strategia da cui  potrebbe scaturire  un nuovo modello di sviluppo del fotovoltaico francese. Almeno cosi` auspica il sindacato delle energie rinnovabili, già soddisfatto delle misure annunciate . La concorrenza più pericolosa è quella della Cina che può contare  su sette dei primi dieci produttori mondiali di moduli fotovoltaici.  La filiera cinese, già oggetto di due inchieste da parte di Bruxelles che l’accusa di dumping e sovvenzioni illecite,  è anche sospettata di produrre in perdita per eliminare la concorrenza, scrive ‘Le Monde’. Se il parco fotovoltaico francese ha raggiunto a settembre del 2012 i 3.923 megawatts (+34% in un anno) il numero delle istallazioni collegate all’energia solare ha invece accusato un calo del 65%.

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