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Ha ragione Hamrin: la Fiorentina non ha un gioco Opinion leader

Firenze – Il male di questa Fiorentina è l’emotività di noi che la osserviamo e la valutiamo. Entusiasmo per un 3-0 a Verona dopo una partita inguardabile, giocata dall’ennesima formazione priva di senso (con Tello al posto di Olivera!); depressione e giudizi severi dopo la sconfitta, tutto sommato immeritata, contro il Napoli a Napoli in Coppa. A Verona, tutti contenti del solito gioco sgangherato di una squadra larga, lunga e “alata” che è da sempre il pallino dell’impenitente e impunito Sousa (e meno male che è stato lui, alla fine del primo tempo, ad avere il pudore di levare Tello, perché c’era qualcuno, accecato dal suo gol, che ne decantava in cronaca le doti di “imprendibilità”!).

A Napoli, tutti abbacchiati per l’eliminazione, poco importa se al termine di una prova di squadra assai migliore di quella contro il Chievo (al quale la Fiorentina aveva concesso ben più occasioni che al Napoli!) e di nuovo tutti a dar la caccia al “colpevole” (Tomovic, Cristoforo, Kalinic…). Ma da che viene questa instabilità degli umori, questa incapacità di giudicare obiettivamente?

Ho raccolto in settimana tre pareri autorevoli sul momento della Viola. Il primo è di Sardelli sulla Gazzetta, il quale individua correttamente le ragioni della bella prova della Fiorentina contro la Juve a partire da una “mossa” di Sousa che (cito) “in realtà è un ritorno al passato. Visto che Valero, Vecino e Badelj hanno a lungo giocato insieme…” (Sardelli aggiunge anche una considerazione sacrosanta sull'”arretramento di Borja” in queste ultime partite che lo ha fatto essere ben altra cosa dal Borja quasi seconda punta visto per un anno!); il secondo è un parere di Orrico espresso sul Tirreno: “Se in passato sono stato molto critico con il lavoro di Sousa, stavolta voglio fargli i complimenti. Nell’ultima settimana il tecnico portoghese ha messo da parte rivoluzioni fantasiose e cambi di ruolo repentini, concentrandosi su una formazione razionale e sullo studio degli avversari”. Il terzo è tutto in una candida risposta di Kurt Hamrin a Calamai che in un’intervista gli chiede un giudizio su Sousa: “Non ho ancora capito come voglia far giocare la squadra” (sic!).

Le osservazioni di Sardelli sono ineccepibili. Del resto i miei lettori lo sanno che io da un anno e mezzo mi chiedo perché una Fiorentina che ha il secondo miglior centrocampo del campionato italiano (dopo quello della Roma) lo debba regalare agli avversari, o bypassandolo, com’è regola nei centrocampi a due in schemi che perseguono velocità e ampiezza, o snaturandolo (Borja avanzato dietro Kalinic, Badelj trasformato da regista in mediano a tutto campo, Ilicic costretto a rincorrere gli avversari costantemente in superiorità numerica lì in mezzo…).

Ma nessuno mi ha mai risposto. Come nessuno si è posto un’altra semplicissima domanda: perché Sousa non ha MAI provato il cosiddetto “albero di Natale” che faceva volare la Fiorentina di Montella (i tre in linea a centrocampo con Ilicic e Berna dietro Kalinic) e continua a cercare soluzioni lambiccate, con giocatori fuori ruolo, con superlavoro messo sulle spalle del malcapitato di destra (che, per puro caso e fortunatamente, non è più Bernardeschi)? E, entrando nel merito dei competenti commenti di cui sopra: perché si accetta che Sousa si faccia un vanto di tutti gli errori commessi nel passato (compreso Berna ala-terzino, che nessuno mi leva dalla testa poteva costar caro alla carriera di questo nostro fuoriclasse) e faccia passare questi ripensamenti tardivi come un’evoluzione del suo gioco, frutto del “lavoro” e del “crederci”?

Ha ragione Hamrin: la Fiorentina non ha un gioco. E ha torto Orrico: Sousa non si sta concentrando “su una formazione razionale e sullo studio degli avversari”. Sousa sta giocando a dadi (come neanche Dio, secondo Einstein), sta buttando lì quello che gli viene in mente in una logica autoreferenziale, senza una direttiva e un ordine, facendo contare una volta il principio del turn over, un’altra volta la voglia di stupire, un’altra l’esigenza di equilibrio, un’altra ancora la vis dominandi che gli fa preferire il “tutti all’attacco”… fino a ieri sera, quando la gettata dei dadi gli ha detto “squadra bassa, corta e coperta con privilegio delle vie centrali nel contrattacco”!  Ma qual è la Fiorentina? E non venitemi a dire che è una squadra “camaleontica” in senso positivo, perché non riesco a trovare un senso né tecnico né strategico nel giocare tutte uguali e male tre partite contro il Carpi l’anno scorso (fino all’umiliante eliminazione dalla Coppa Italia) e giocare oggi in una settimana tutte diverse le partite contro Juve, Chievo e Napoli, con gli esiti incerti e altalenanti del caso!

Io ormai non ho più fiato nel dire che prima questo tecnico se ne va da Firenze e meglio sarà per la Fiorentina, anche per sapere qualcosa di più preciso su cosa ci aspetta nel futuro. Tanto per fare un’ultima considerazione tutt’altro che marginale. Siamo sul mercato: posso essere d’accordo nel non comprare (soprattutto se l’esito dovessero essere i Kone, i Benaluoane e i Tino Costa di un anno fa), ma cosa facciamo di Salcedo o di Milic? E si riscatta Sanchez, che ora pare titolare inamovibile (sia pur fuori ruolo)? Se gli accantonamenti di Sousa equivalgono a cessioni annunciate (vedi Suarez, Kuba e ora Zarate e, in pectore, Babacar…), cosa si fa l’anno prossimo? Per quale modulo si cerca Knezevic se Sousa si è dimostrato per un anno e mezzo allergico al regista centrale?

E ci si deve contentare delle rimpatriate di Corvino in Puglia a comprare giocatori dagli amici (ora che non ha più un Lecce decente fa il mercato con i compari di Bari) per sperare di intravedere davvero un “progetto” centrato sul “largo ai giovani”? Per me c’è una soluzione sola: via Sousa, via Corvino, via Cognigni e tutti gli incompetenti e mangiapane a ufo di questa società che, udite udite, era partita all’insegna di una moralizzazione del calcio e di una gestione in linea con “l’epoca della conoscenza”. Sarebbe un resettaggio che almeno darebbe ai tifosi la sensazione che i veri responsabili di questo anno confuso e fallimentare sono stati individuati…

 

Foto: AIK

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