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“Hates – House at the End of the Street”, la casa dell’orrore non convince Cinema

Elissa e sua madre si trasferiscono in una nuova città ma presto scoprono che l'ottimo prezzo ottenuto per la bella casa che hanno trovato è dovuto al fatto che in quella a fianco una ragazzina aveva ucciso i suoi genitori e che il solo sopravvissuto, Ryan, il fratello della giovane assassina, vive ancora lì. I due giovani diverranno amici e forse qualcosa in più, ma le ombre e i segreti del passato non tarderanno a far precipitare le cose in una vertiginosa spirale da incubo.

Il titolo del nuovo film del semi-debuttante Mark Tonderai riporta alla mente ricordi da cinefili del passato con titoli come “Last House on the Left”, pellicola del 1972 di Wes Craven, o “Last House on Dead End Street” di Roger Watkins del '77 oppure ancora l'italiano “Il bosco fuori” di Gabriele Albanesi il cui titolo inglese è “The Last House in the Woods”. Tutte pellicole che utilizzano il termine casa nel titolo. La casa, luogo per antonomasia sicuro e accogliente, è diventato oramai un topos classico del cinema dell'orrore giocando proprio con lo sradicamento di quella sicurezza che si da così per scontata all'interno del focolare domestico.

“Hates – House at the End of the Street” non si discosta minimamente da questo topos e ci propone l'ennesima storia dell'orrore con protagonista una giovane donna alle prese con “maniaco” di turno. Che questi sia il giovane con la famiglia massacrata dalla sorella anni prima si capisce appena questi viene citato. Così, dopo una prima parte più che banale e noiosa che presenta la solita sciorinata di luoghi comuni, dalla famiglia appena trasferitasi in una casa vicina al luogo di un delitto alla povera protagonista orfana e incompresa fino all'incontro con il suddetto giovane, apparentemente vittima ma in in realtà carnefice, passiamo ad una seconda metà di aspetto più puramente orrorifico in cui assistiamo alla fuga di Elissa dal giovane assassino e carceriere nel solito gioco del gatto col topo.

Mark Tonderai, sconosciuto mestierante di Hollywood, parte da un racconto di Jonathan Mostow, autore di Terminator 3 – Le macchine ribelli e Il mondo dei Replicanti, per girare la solita banale pellicola dell'orrore senz'arte né parte distribuita solo grazie alla presenza di Jennifer Lawrence che girò il film prima del grande successo e della vittoria dell'Oscar per “Il lato positivo”. Un film in cui tutto si abbassa verso la mediocrità dalla regia alla scrittura, nonostante alcuni interessanti spunti su cui si costruisce il personaggio di Ryan (di cui veniamo a sapere tutto grazie a testimonianze di altri e mai dalla sua bocca), fino alla recitazione. Jennifer Lawrence si cala bene nel ruolo di scream queen che però si vede andarle stretto.

Regia: Mark Tonderai
Sceneggiatura: David Loucka (da un racconto di Jonathan Mostow)
Genere: Thriller/Horror
Nazione: USA
Durata: 101'
Interpreti: Jennifer Lawrence, Elisabeth Shue, Max Thieriot, Gil Bellows, Krista Bridges, Nolan Gerard Funk, Jonathan Malen, Joy Tanner
Montaggio: Steve Mirkovich, Karen Porter
Fotografia: Miroslaw Baszak
Produttore: FilmNation Entertainment, Relativity Media, Zed Filmworks, A Bigger Boat

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