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Hayao Miyazaki annuncia il suo ritiro dalle scene Cinema

La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno, nonostante molti giornalisti si aspettassero un annuncio del genere: Hayao Miyazaki si ritirerà dalle scene e andrà a godersi una più che meritata pensione. La sede scelta per questo clamoroso annuncio è stata la conferenza stampa di “Kaze Tachinu”, la sua opera più recente in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, dove il presidente dello Studio Ghibli, Koju Hoshino, ha annunciato che il film sarà l'ultimo per il grande maestro. A confermare la notizia anche il co-fondatore della Wild Bunch, compagnia di distribuzione del film, Vincent Maraval: “Per me è semplicemente il più grande animatore di sempre. Il suo ritiro segna la fine di un'era. Sapere che non ci saranno più Ponyo o Gattobus o mostri o giovani streghe dalle mille risorse è davvero strano. Allo stesso tempo conclude la sua carriera con un capolavoro che ci lascia la sua grande umanità e la sua visione dello scorso secolo da contemplare.”
Miyazaki terrà una conferenza la prossima settimana a Tokyo dove dirà per sempre addio a tutti i suoi fan e spiegherà le ragioni di questo annuncio.

Vincitore nel 2001 del premio Oscar per il Miglior Film Animato con La Città Incantata, Miyazaki ha iniziato la sua carriera nel 1963 come animatore arrivando presto alla regia di una storica serie animata, quella dedicata alle avventure del ladro Lupin III. Nel 1978 firma il suo primo lungometraggio Lupin III – Il castello di Cagliostr mentre nel 1984 porta sul grande schermo una delle sue opere più importanti Nausicaä della valle del vento, tratto da un manga da lui stesso scritto e disegnato. Nel 1985 insieme all'amico e collega Isao Takahata fonda la leggendaria casa di produzione Studio Ghibli per cui dirigerà alcuni dei più grandi classici dell'animazione nipponica, tra cui “Il Castello nel cielo”, “Il mio vicino Totoro”, “Pòrco Rosso” e “Kiki – Consegne a domicilio” fino ai più recenti “Principessa Mononoke” e “Il castello errante di Howl”.

Con il suo “Kaze Tachino” (“Si alza il vento” sarà il titolo italiano) Miyazaki lascia le scene con un'eccezionale epopea sul volo, suo grandissimo amore fin da giovane, raccontando la storia di Jirō Horikoshi, creatore del Mitsubishi A6M Zero, uno degli aerei da combattimento usati dai giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale. Figlio del proprietario di una fabbrica di aerei, Miyazaki si avvicinò fin da piccolo alle macchine volanti da cui rimase affascinato e che rimasero incise a fuoco nella sua mente. Il tema del volo, soprattutto quello umano, diventa così parte integrante del suo lavoro ed è presente in quasi tutti i suoi film: dalle strampalate macchine volanti Sherlock Holmes (nella serie animata “Il fiuto di Sherlock Holmes” co-prodotta dalla nostrana RAI in un mai dimenticato periodo di illuminazione), all'aliante di Nausicaä passando per il biplano di “Pòrco Rosso” fino alla scopa volante della giovane strega Kiki.

Chissà se questo annuncio spingerà la giuria guidata da Bernardo Bertolucci a considerare con un occhio di riguardo la già ottima pellicola di Miyazaki e deciderà di salutarlo con il Leone d'oro per il miglior film che si andrebbe ad aggiungere a quello alla carriera ricevuto tre anni fa. Pochi giorni e lo scopriremo.

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