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Hitchcock: il prurito della pistola Breaking news, Cinema

Firenze – Insieme ai suoi film Alfred Hitchcock è forse uno dei registi più indagati e studiati di tutta la storia del cinema. Numerose bibliografie hanno cercato di approfondire questa figura che travalica la capacità di regista e si consolida come un artista raffinato, eccentrico a volte inquietante.

La sua opera, tra commedie e thriller, comprende 53 film, una raccolta di tematiche che si innestano in una struttura pressoché unica, con diverse varianti. Tutto di Hitchcock è oggetto di studio.

Franco Marucci, nel suo ultimo libro “Hitchcock. Il prurito della pistola”, per Ronzani Editore 2021, nelle oltre 280 pagine esplora in modo completo l’arte, l’artista e l’uomo, nel contesto storico, nella vita privata, nei motivi ricorrenti della filmografia.  Nella pubblicazione, il linguaggio di Hitchcock, le scelte non convenzionali per le scenografie, i rapporti con gli attori e, più complesse, con le attrici, le sue vicende umane, sono il prologo per una ricerca approfondita su ognuno dei suoi film. 

E ogni opera filmica è qui riassunta nella sua essenzialità, soprattutto per gli intrecci e le variabili delle relazioni umane, fulcro di ogni trama e punto essenziale per la comprensione dell’opera del geniale artista. Ha il pregio, oltre a storicizzarlo, di analizzare il suo pensiero in un confronto con altri grandi della letteratura e dell’arte, come con Joyce, per esempio, “… Hitchcock, buongustaio e sessuomane, assomiglia come una goccia d’acqua al Bloom di Joyce”.

La sua storia prima di tutto. Come scrive Marucci: “Le radici familiari di Hitchcock non erano propriamente propizie alla nascita di un grande regista del cinema ma solo apparentemente… Alfred era il terzogenito, molto più piccolo del fratello e della sorella, e per questa ragione era cresciuto solitario e introverso, la condizione ideale per fantasticare e sbrigliare l’immaginazione. Non ebbe mai veri amici, solo un mucchio di conoscenti”. 

Il centro delle attenzioni dell’autore si fa sempre più particolareggiato nel confronto fra esperienze vissute e dettagli di scene o feticci, come lo strangolamento o le calze nere o ancora l’intimo femminile. 

I film dell’eccentrico inglese sono analizzati sotto la lente d’ingrandimento e dall’acuta penna di Marucci: da I Confess, Suspicion, The Man Who Knew Too Much, The Paradine Case passando per Psycho, The Birds, Marnie, Topaz, Strangers on a Train e Frenzy, solo per citarne alcuni.

Tensioni, sfasciamenti e riconciliazioni delle coppie si intersecano, nella filmografia hitchcockiana, con trame spionistiche e thriller. “Vari film insistono sul conflitto fra l’amore e il pregiudizio di classe, e i matrimoni debbono avvenire rigorosamente entro quelle di appartenenza… Che l’amore coniugale sia ontologicamente precario lo suggerisce argutamente con chiusure dei film abrupte e soprattutto ambigue e sibilline”. L’eros è indagato film dopo film, dalle opere “inglesi”, cioè precedenti la sua produzione americana, dettata da una censura che rese meno stuzzicanti e voyeuristici i suoi lavori. “L’eros insoddisfatto assume sempre di più in Hitchcock la dimensione del disturbo psichico… dei protagonisti di film psicanalitici o di thriller sessuali e di altri dettati dalla gelosia, dalla frustrazione e dall’impotenza mascherata come libido”.

Spesso la filmografia hitchcockiana è punteggiata da soggetti umani traumatizzati, complessati, legati a esperienze infantili negative. Probabilmente Hitchcock, che non si sottopose mai a cure psicanalitiche, sfogava i suoi complessi e manie nei film. La psicanalisi era il pernio ideale per imbastire la trama dei film.

Marucci sottolinea le varie inquietanti scene tra i titoli più significativi sia tra commedie che nei thriller. Nella estesa produzione di mezzo secolo il genere thriller è quello che maggiormente si affianca al nome di  Hitchcock. Il furto, l’omicidio, il movente del crimine e l’investigazione sono aspetti che Hitchcock sa abilmente incastrare e lo stesso ogni verdetto di assoluzione o colpevolezza, con grande sorpresa, è sempre una scoperta fuori dall’ordinario. Anche la religione e lo spionaggio, in modo particolare il nazismo, con tutte le loro dinamiche e risvolti umani, politici e sociali lasciano un’impronta significativa nei suoi lavori. Infine Marucci propone una scelta di cinque film su cui si sofferma in modo speciale per comprendere lo spettacolare, incredibile universo hitchcockiano.

 Marucci, fa di Hitchcock l’oggetto della sua indagine a tutto tondo, conosce l’enorme bibliografia che ha preceduto il suo lavoro e ne puntualizza gli aspetti con precisione esperta e dotta. Il libro, o meglio l’autore, ha reso una biografia così complessa e articolata in una lettura piacevole, caratterizzata dalle note curiose, intriganti e simboliche che fanno parte del noto personaggio.

 

 

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