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Housing sociale, convenzione tra Ente Crf e Fondazione Case Indigenti Cronaca

Mai come adesso il problema casa è attuale a Firenze, dopo una stagione di sgomberi (ricordiamo quello dello stabile occupato in Viale Matteotti ad agosto e quello recente nei capannoni dell'ex officina delle Ferrovie dietro alla Stazione Leopolda) e di sfratti, che hanno assegnato la maglia nera al capoluogo toscano in tema di disagio abitativo. Fin dal 1885, la Fondazione Comitato per le case ad uso degli indigenti offre il proprio contributo per risolvere, almeno in parte, questo problema, attraverso l'assegnazione di alloggi ristrutturati, in affitto a miti canoni mensili, a famiglie in condizioni di gravi difficoltà economiche. Nel 2010, a sostegno delle attività di housing sociale della onlus, è stata siglata una convenzione tra la Fondazione Comitato e l'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, grazie alla quale è stato intanto possibile ristrutturare un grosso immobile che ospiterà circa 430 persone. Una collaborazione che ha radici lontane: sin dall'inizio del '900, la Cassa di Risparmio di Firenze ha sempre avuto una particolare attenzione all'attività svolta dalla Fondazione fiorentina; tuttavia, nonostante la carità debba essere “silenziosa”, come ha sostenuto il presidente della onlus, Giovanni Fossi, alla presentazione dell'iniziativa, l'Ente Cassa ha valutato che fosse giunto il momento di “uscire per la prima volta dal riserbo, -ha confidato il presidente dell'Ente Michele Gremigni- sia per il difficile periodo che stiamo attraversando che per la volontà di favorire una maggiore conoscenza di quelli che sono i molteplici campi dei nostri interventi, testimoniando il nostro convinto e forte appoggio alla realtà del volontariato”. Ed è proprio dal terzo settore che arrivano sempre più contributi alle questioni che riguardano la società civile, soprattutto, secondo il prefetto Paolo Padoin, “quando vi è un deficit da parte dello Stato e delle collettività locali”. A livello nazionale mancano infatti le risorse per far fronte al disagio abitativo, una situazione che non può che peggiorare con i tagli agli enti locali. “Per questo motivo, -ha osservato l'assessore comunale al bilancio e al patrimonio Claudio Fantoni- dobbiamo valorizzare interventi come quelli dell'Ente Cassa e della Fondazione Comitato su fasce di popolazione debole, in una città in cui ci sono stati dall'inizio dell'anno ad oggi già 418 sfratti esecutivi, con un notevole incremento rispetto all'anno passato, in cui ci si era fermati a quota 414”. Concordi sull'importanza dell'attività di housing sociale anche il questore Francesco Zonno, che, sulla scia degli ultimi eventi a Porta al Prato, ne ha ribadito l'importanza al fine di “contribuire alla tutela della sicurezza, a partire da una diminuzione di situazioni di conflitto sociale nel territorio e dalla conseguente attenuazione di condizioni di illegalità che richiedono l'intervento della polizia”, e l'arcivescovo di Firenze mons. Giuseppe Betori, che ha riconosciuto il valore “della sinergia tra i soggetti della società civile, in grado di dare risposte in un momento di emergenza sociale, in cui le attività di solidarietà devono avere un ruolo fondamentale”. 

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