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I 10 anni della Comunità Ucraina Greco Cattolica di Rito Bizantino a Firenze Notizie dalla toscana

Festa grande, domani, domenica 18 novembre, per la Comunità Greco Cattolica Ucraina di Rito Bizantino in Firenze che festeggerà, nella sua chiesa dei Santi Simone e Giuda, in via dei Lavatoi, nel rione di Santa Croce, i primi 10 anni di attività. La Comunità è affidata a Padre Vladimiro Voloshyn, che affianca anche don Fulvio Capitani nella parrocchia di San Jacopo in Polverosa. Alle ore 11 è prevista una solenne  Divina liturgia presieduta dall’Esarca Hlib Lonchyna, che giungerà appositamente dalla Gran Bretagna, e che vedrà come concelebranti il Cardinale Arcivescovo di Firenze, Mons Giuseppe Betori e Mons. Dionisio Lachovicz, Visitatore Apostolico dei Greci Cattolici in Italia e Spagna. L’anniversario sarà solennizzato con la benedizione di una nuova iconostasi, una specie di  transetto delle nostre chiese, non fosse che queste sono delle “finestre” del Cielo che si affacciano sulla terra – questa sarà la terza in Firenze, dopo quella della chiesa Ortodossa Russa e della chiesa Ortodossa Rumena – artistiche tavole decorate con soggetti sacri, uniti poi a formare una parete con porte, cornici e semicerchi e che raccontano la storia di una fede, di una tradizione antichissima unite alla storia e alla tradizione del popolo ucraino profondamente legato alla sua terra e alla sua spiritualità, anche quando, per motivi di lavoro, è costretto a vivere lontano dal proprio paese.

“Quando 10 anni fa mi sono trasferito a Firenze da Roma – racconta Padre Vladimiro – casualmente trovai durante una Messa celebrata in Santa Maria Novella un gruppo di donne ucraine. Successivamente abbiamo avuto il desiderio di unire la nostra comunità e ufficialmente abbiamo avuto la prima celebrazione eucaristica in San Marco il 24 novembre dello stesso anno, in occasione di un matrimonio di una coppia di nostri amici. Da quel giorno tutto ha avuto inizio e  il 25 novembre tutta la nostra Comunità si ritroverà insieme a questa coppia di sposi in San Marco per una celebrazione di ringraziamento alla Madonna”.

Per un anno si sono riuniti nella chiesa di Santa Maria Maggiore poi l’allora Cardinale Arcivescovo Antonelli ha concesso loro l’attuale chiesa dove, dal 2003, ogni domenica alle 12.30 celebrano la liturgia.  Oltre 100 fedeli, per  lo più donne che lavorano a Firenze, e che diventano anche 300 in occasione di celebrazioni particolari come la Pasqua o negli incontri che si svolgono due giovedì al mese alle 15.

Padre Vladimiro  si occupa anche della comunità ucraina di Prato.

La comunità appartiene alla Chiesa Cattolica, ma segue il rito bizantino e il calendario Giuliano. “Semplicemente basta aggiungere 14 giorni ad una data di festa fissa come il vostro Natale, 25 dicembre, che noi celebriamo il 7 gennaio e che per gli ucraini rappresenta l’inizio dell’anno liturgico. Per noi ucraini seguire il calendario Giuliano è molto importante perché è un legame vitale con nostre tradizioni e con la nostra storia di fedeli e di popolo, infatti la nostra storia civile è molto unita alla nostra storia religiosa e prima del Natale noi abbiamo un tempo di Quaresima perché per 40 giorni ci prepariamo a questa grande festa; certo in Italia abbiamo la grande difficoltà di avere due calendari, quello nuovo, romano, e il nostro Giuliano, ma del resto noi cerchiamo di esprimere con molta genuinità le nostre tradizioni che ci fanno sentire più vicina la nostra terra e le nostre famiglie”.

In genere la celebrazione dura circa 1ora e 15 minuti, è cantata dall’inizio alla fine, e si usa molto incenso. Il sacerdote si muove spesso fra la parte antistante l’iconostasi e la parte dietro, dove c’è il Santissimo, per significare proprio il dialogo che lui, in qualità di mediatore fra terra e cielo, può fare tra i fedeli e Dio.

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