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I bambini di Cold Rock, il dramma sociale incontra l’horror Cinema

Julia è vedova e vive insieme al figlio a Cold Rock, un piccolo paese nello stato di Washington. Armata delle sue conoscenze mediche, la donna vuole continuare l'opera del marito medico e aiutare la gente del luogo. Ma la cittadina è afflitta da una strana piaga. I bambini ogni due mesi scompaiono nel nulla. Nasce così la leggenda dell'Uomo Alto, un misterioso essere che prende i bambini dalle loro case. Una notte anche Julia diventa vittima di questo essere e comincia la sua lotta per ritrovare suo figlio. Ma anche Julia nasconde dei segreti e  forse l'Uomo Alto non è un essere così malvagio come può sembrare.

Hollywood è alla continua ricerca di nuovi talenti da lanciare sul mercato mondiale e questa volta l'obbiettivo è stato puntato sul regista francese Pascal Laugier, autore di due ottimi film horror, “Saint'Ange” e “Martyrs”. Al contrario del connazionale Alexandre Aja – che dopo il crudo “Alta tensione” è approdato ad Hollywood firmando i mediocri “Le Colline hanno gli occhi” e “Riflessi di paura” – Pascal Laugier riesce a confezionare un prodotto ottimo, un dramma sociale che si maschera da film horror. Con uno stile raffinato l'autore mette in scena l'orrore della perdita di un figlio. La perdita della parte più importante di noi stessi. Ma si spinge oltre e inizia ad interrogarsi su cosa significhi avere un figlio e su quali siano le responsabilità di un genitore. È sempre possibile giustificare la famiglia oppure bisogna decidere a priori chi può e chi non può crescere un figlio?

Cold Rock, letteralmente roccia fredda, non è solo il nome del piccolo paese in cui si ambienta la storia, ma è anche uno stato mentale. La gente della campagna deve indurire il proprio fisico come il proprio cuore per affrontare le difficoltà della vita e l'empatia presto scompare. Ignorare qualcuno e pensare "meglio a loro che a me" diventa un facile stile di vita. Ecco così che le interpretazioni degli attori si fanno più intime. Il regista vuole enfatizzare le emozioni, non solo di una singola persona, ma di un'intera cittadina e fa un largo uso sia di piani sequenza che di lunghi primi piani per tenere l'obbiettivo sempre puntato sui suoi attori. Jessica Biel, grazie all'aiuto del regista, riesce a portare sul grande schermo una delle sue migliori interpretazioni, una donna dalle due facce di cui non sappiamo quale sia quella reale.

“I bambini di Cold Rock” è un film dalle due facce, da una parte è un thriller sporco, dove ci si copre di fango e sangue ma dove le ferite dell'anima sono più profonde di quelle della carne, mentre dall'altra è un dramma sociale che si interroga sul sistema sociale americano e sulla politica degli affidamenti. A Leugier piace giocare con lo spettatore e grazie ad alcuni colpi di scena ben orchestrati continua a cambiare le carte in tavola facendoci sospettare di tutto e tutti fino al sorprendente finale. Attraverso la negazione della catarsi finale l'autore spinge lo spettatore ad interrogarsi su quale sia il vero significato di un lieto fine, su cosa sia giusto o sbagliato. Se siete alla ricerca di un bel thriller che faccia anche riflettere questo film è assolutamente consigliato.

Regia: Pascal Laugier
Sceneggiatura: Pascal Laugier
Genere: Thriller
Nazione: USA
Durata: 106'
Interpreti: Jessica Biel, William Davis, Samantha Ferris, Jodelle Ferland
Fotografia: Kamal Derkaoui
Montaggio: Sébastien Prangère
Produttore: Cold Rock Productions BC, Forecast Pictures, Iron Ocean Films, Minds Eye Entertainment, Radar Films, SND

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