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I biscottini di Google e l’arte della tutela della privacy. Internet

Immagino che tutti gli internauti in questi giorni, aprendo l’home page di Google, abbiano notato il quadratino in alto a destra che recita “Stiamo cambiando le norme sulla privacy e i termini di servizio. Sono cose importanti.”. Da qui due link di scelta: “Ulteriori informazioni” e “Ignora”.
Ammettiamo che per noi non siano “cose importanti” e facciamo click su “Ignora”. Il problema cadrà nell’oblio a meno che, da bravi navigatori accorti, non si faccia uso del “private browsing”, il tipo di consultazione che fa sì che non rimangano tracce del nostri passaggio su un sito internet: in questo caso il quadrato giallo si ripresenterà tutte le volte che farete una ricerca richiedendovi se ignorare o accedere ad ulteriori informazioni. Speriamo che dal primo di Marzo scompaia.

Cerchiamo invece di capire l’importanza dell’avviso di Google e seguiamo le “Ulteriori informazioni”. Arriviamo ad una pagina di spiegazioni così titolata “Una normativa unica, un’unica esperienza d’uso su Google”. Si parla di privacy: norme che permettono all’utente internet di rimanere più o meno anonimo nelle sue navigazioni e di non lasciare traccia delle proprie informazioni personali sensibili. E’ la classica pagina pubblicitaria che cerca di farti capire che tutto quello che viene fatto è fatto per te, per migliorare la qualità della tua vita. Il fattore privacy è subito adombrato dal brilluccichio di tre editti, corredati da immagini, che non c’entrano niente con la tutela: “Usare più servizi con facilità”, “Su misura per te” e “Condivisione e collaborazione più facili”. E poi una voce che non fa ben sperare “La protezione della tua privacy non è cambiata”.
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Ma insomma, cosa c’è sotto? Rileggiamo con attenzione le tre voci e interpretiamole ad hoc.

Utilizzare a pieno i servizi “facili” di Google prevede che si acceda tramite account e si rimanga connessi per tutta la sessione di navigazione. A questo punto abbiamo aperto un “canale” non più anonimo con internet. Possiamo leggere la posta, organizzare party con gli amici condividendoli sul calendario, fare ricerche personalizzate su Google o vedere video suggeriti su Youtube. Tutto secondo le “nostre esigenze personali”. Tracce di noi indelebili nel mondo Google. Siamo già approdati in una zona in cui poco è “casuale” e tanto è determinato dalle nostre tracce di navigazione. Il tutto è edulcorato da questa frase “Se accedi al tuo account Google, possiamo migliorare la tua esperienza di ricerca, ad esempio suggerendoti i termini di ricerca o personalizzando i risultati in base agli interessi che hai manifestato su Google+, Gmail e YouTube”. Piccolo dubbio: quali sono gli interessi che abbiamo manifestato in G-mail, la posta elettronica? Attenzione: si parla di un ambito in cui la violazione della privacy è gravissima. In tutto il documento che riguarda la privacy si parla poco o per niente del servizio di posta elettronica di BigG. Caso? Oggi niente è un caso in un mondo virtuale in cui vige la moda della condivisione dei dati e dei gusti personali. Facebook insegna, Google+ insegue.

Quali informazioni su di noi rimangono in mano a Google dopo una sessione di navigazione “loggati” su nostro account? Non poco. Per scoprirlo dobbiamo seguire un altro link che finalmente ci porta alle “Norme sulla privacy”. Terzo rigo dall’alto della pagina di “Ulteriori Informazioni”. Scopriamo finalmente la pagina che riunisce in un testo unico le 60 vecchie norme sulla privacy di Google.

Quanti di noi hanno mai letto per intero una normativa sulla privacy? Di solito scorriamo in fretta il testo con le freccettine per arrivare a scoprire con gioia il pulsante “Accetta”. Chilometri di testo, caratteri infinitesimamente piccoli che riportano le clausole fondamentali come nei contratti di assicurazione. Che noia infinita. Io firmo, speriamo bene.
Comunque potete sempre stampare il testo di Google e tenerlo di riserva per letture “in extremis” in bagno assieme al bugiardino dell’Aspirina.

Ma se vogliamo capire subito qualcosa di più? Per fortuna ci viene in aiuto un filmato! Non è facile trovare quest’aiuto ma c’è. Meno male che ci sono i blog e i forum. Ci spiega tutto su Youtube Maile Ohye, una sorridente ingegnere di Google: “Google Search e la privacy: una spiegazione semplice”. Guardatelo.

Soddisfatti? Tutto chiaro no? A scanso di equivoci però seguite questi piccoli consigli.

Navigare sempre in modalità protetta.
Non salvare mai sul proprio browser dati sensibili (numeri di carta di credito, link al proprio istituto bancario nei preferiti, password, indirizzo e-mail etc…)
Accedere all’account di Google solo per portare a termine le proprie operazioni e disconnettersi prima possibile.
Usare un buon firewall (software e hardware).
Ogni tanto spegnere il proprio modem/router o resettarlo per cambiare il proprio indirizzo IP.
Non fare uso di programmi di geo-locazione se non necessario.

Non voglio terrorizzarvi: ma le norme sulla privacy sotto sotto sono sempre a tutela di chi le emette e non di chi le recepisce. Non è altruismo. Seguite quindi i miei consigli: in Toscana si dice “Meglio aver paura che buscarne”.

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