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I Cenacoli di Sieni: prove di ascolto, condizione del dialogo fra le comunità Spettacoli

Firenze – Esercizi preliminari per far rinascere il dialogo fra individui e comunità. Il primo dei quattro Movimenti realizzati da Virgilio Sieni per l’ottava edizione dei “ Cenacoli Fiorentini – Grande Adagio popolare ” è il preludio di una sinfonia coreografica che ci racconta la crisi solipsistica del nostro tempo che produce odio e intolleranza.

A vedere la folla che ieri ha seguito l’azione coreografica nel Cenacolo di Ognissanti affrescato da Domenico Ghirlandaio non rimane alcun dubbio che l’appuntamento ideato da Sieni e dalla sua Accademia del Gesto otto anni fa è diventato un punto di riferimento per tanti fiorentini che sentono il bisogno di meditare sulle contraddizioni del nostro tempo.

Al centro della grande aula di Ognissanti è segnato uno spazio rettangolare illuminato, nel quale 19 perfomer, danzatori non professionisti di tutte le età, hanno rappresentato la meraviglia di quello straordinario momento dell’ascolto, apparentemente perduto dall’uomo contemporaneo. A coppie prima, poi insieme, provano a creare un contatto, a identificarsi l’uno nell’altro, ripetendo insieme gesti e movimenti: la primitiva emozione del riconoscere nell’altro la medesima sostanza umana che è il miracolo dell’universo.

Secondo le regole dei Cenacoli, gli spettatori potrebbero teoricamente muoversi intorno allo spazio scenico, alla ricerca di scorci e figure diverse, ma qui sono rimasti tutti come impietriti nella scoperta di un’esperienza inconsueta, il silenzio della meditazione.

Del resto è questa l’essenza della danza: trasmettere emozioni che colpiscono l’anima degli spettatori “distanti dalla quotidianità ma pronti a ritornarvi leggermente diversi”, come dice Sieni. Così, anche nel primo dei quattro movimenti del grande adagio popolare, il coreografo riesce a misurare la temperatura dello spirito del tempo.

Stavolta ci saremmo aspettati sofferenza e frustrazione per la deriva dei valori dell’incontro e del dialogo aperto e senza pregiudizi che stiamo vivendo, ma il messaggio dell’artista è positivo. Ricominciamo da capo. Proviamo a ripartire dai semplici gesti dell’ascolto e dell’attenzione verso l’altro.

Il Movimento 2 si svolge oggi venerdì 21 settembre nel Cenacolo di San Salvi  con l’ultima cena di Andrea del Sarto. Sabato 22 settembre il terzo movimento nel Cenacolo di Sant’Apollonia con gli affreschi di Andrea del Castagno e domenica 23 la quarta e ultima azione coreografica al Museo di San Marco – Biblioteca monumentale con le opere di Beato Angelico e di Michelozzo.

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