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I cittadini e le nuove tecnologie Società

Le famiglie con almeno un minorenne sono le più tecnologiche: l’83,9% possiede un personal computer, il 79% ha accesso a Internet e il 70,8% utilizza per questo una connessione a banda larga. All’estremo opposto si collocano le famiglie di soli anziani di 65 anni e più, che presentano modesti livelli di dotazioni tecnologiche: appena il 13,9% di esse possiede il personal computer e soltanto l’11,8% dispone di una connessione per navigare in Internet.
Tra il 2011 e il 2012 rimane stabile anche il divario tecnologico relativo al territorio e alle differenze sociali. Le famiglie del Centro-nord che dispongono di un accesso a Internet sono il 58,1%, mentre rappresentano il 51,4% quelle che dispongono di una connessione a banda larga, a fronte del 49,6% e del 41,2% registrati nel Sud.
Se si confronta la disponibilità di personal computer, di un accesso a Internet e di una connessione a banda larga, il divario tra le famiglie in cui il capofamiglia è un operaio e quelle in cui è un dirigente, un imprenditore o un libero professionista risulta di circa 17 punti percentuali a favore di questi ultimi.
Il 43,3% delle famiglie dichiara di non possedere l’accesso a Internet perché non ha le competenze per utilizzarlo; il 26,5% considera Internet inutile e non interessante, il 15,8% non ha accesso a Internet da casa per motivi economici legati all’alto costo degli strumenti o del collegamento, il 13% perché accede da un altro luogo.
Nel 2012, il 52,3% della popolazione di 3 anni e più utilizza il personal computer e il 52,5% di quella in età scolare naviga su Internet. Rispetto al 2011 continua a crescere, anche se in misura più contenuta, il numero di utenti di Internet (dal 51,5% del 2011 al 52,5% del 2012). I maggiori utilizzatori del personal computer e di Internet sono i giovani tra gli 11 e i 34 anni (rispettivamente, oltre il 78% e oltre il 76%), mentre la quota scende sotto la soglia del 50% dopo i 54 anni.

45236.jpgLe differenze di genere si vanno attenuando nel tempo: se nel 2005 le donne internaute erano poco più di un quarto (26,9%), nel 2012 sono quasi la metà (47%). Va però sottolineato che fino ai 34 anni le differenze di genere sono molto contenute.
Nell’anno in corso si riducono, ma non si annullano, le differenze sociali perché l’utilizzo delle nuovo tecnologie da parte degli operai è cresciuto di più rispetto a quello riscontrato tra dirigenti, imprenditori, liberi professionisti, direttivi e quadri.
Nei tre mesi precedenti l’intervista gli utenti di Internet hanno usato la rete prevalentemente per spedire o ricevere email (81,3%), per cercare informazioni su merci e servizi (67,7%) e per postare messaggi su chat, social network, blog, gruppi di discussione e servizi di messaggeria istantanea (51,2%).
La rete è ormai un luogo di confronto e partecipazione. Cresce rispetto al 2011 la quota di coloro che hanno usato Internet per leggere o postare opinioni su problemi sociali o politici (+9 punti percentuali) o per partecipare a consultazioni o votazioni (+2,1 punti).
Il web si afferma anche come mezzo per la distribuzione e la fruizione culturale: è utilizzato per leggere giornali, news, riviste (50,5%), ascoltare la radio (27,2%), guardare programmi televisivi (25,7%), guardare in streaming un video o un film (rispettivamente 31,3% e 22%). I più attivi in questo ambito sono i giovani.
Cresce anche l’e-commerce: nel 2012 il 28,2% degli individui di 14 anni e più che hanno usato Internet nei 12 mesi precedenti l’intervista ha ordinato e/o comprato merci e/o servizi per uso privato, soprattutto per spese per viaggi e soggiorni e pernottamenti per vacanza.
Rimane stabile la quota di utenti che utilizza i servizi online legati all’interattività offerti dalle amministrazioni pubbliche, mentre diminuisce la quota di utenti che cercano informazioni sui siti di queste ultime.
Il 28,6% degli individui di 14 anni e più che hanno usato Internet nel periodo analizzato si è connesso alla rete da luoghi diversi da casa o dal posto di lavoro mediante un telefono cellulare, smartphone o altro dispositivo mobile, e in prevalenza per spedire o ricevere email (66,5%), partecipare a siti di social network (54,4%), per l’utilizzo del GPS o di altre applicazioni per il rilevamento della localizzazione (54,2%).

Indietro in Europa

4526.jpgÈ possibile effettuare dei confronti internazionali sulla base dei dati raccolti con l’indagine comunitaria sulla diffusione delle ICT presso le famiglie e gli individui, realizzata dagli istituti di statistica dei paesi membri dell’Unione europea. Considerando la percentuale di famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 74 anni che possiede un accesso a Internet da casa, a fronte di una media europea pari al 73% (e a paesi come Olanda, Lussemburgo, Svezia e Danimarca che hanno raggiunto livelli prossimi alla saturazione), l’Italia si posiziona solo al ventiduesimo posto della graduatoria internazionale, con un valore pari al 62% ed equivalente a quello registrato per la Lituania.
Anche nel passato l’Italia ha registrato performance più modeste rispetto ad altri partner europei che presentano un analogo ritardo nei livelli di diffusione della rete. Infatti, rispetto alla Spagna, che nel 2010 presentava la stessa quota di accesso a Internet da casa (59%) e nell’ultimo anno ha registrato un incremento di 5 punti percentuali, l’Italia è cresciuta solo di 3 punti.
Un altro indicatore importante per misurare il digital divide è rappresentato dalla quota di famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 74 anni che hannno un accesso a Internet da casa mediante banda larga. Anche in questo caso l’Italia è in fondo alla graduatoria, con un tasso di penetrazione del 52%, rispetto alla media europea del 67%. Valori vicini a quello dell’Italia si riscontrano per la Slovacchia (55%) e Cipro (56%), mentre Svezia, Danimarca, Olanda e Finlandia registrano un tasso di penetrazione che supera l’80%.
Rispetto al 2010 l’Italia ha registrato una crescita contenuta, mentre per gli altri paesi agli ultimi posti della graduatoria si sono registrati incrementi più significativi.

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