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I codici del tango Rubriche

Un codice di comportamento è un insieme di regole esplicite ed implicite cui si attengono i membri di un determinato gruppo. Ogni regola può far riferimento ad una legge scritta, ad un principio morale, ad una credenza culturale ecc. cui i componenti dello stesso gruppo aderiscono per soddisfare bisogni individuali e/o di gruppo.   A Buenos Aires ci sono delle milonghe che hanno delle regole di comportamento abbastanza rigide, una di queste regole è il fatto che è l'uomo ad invitare, in alcune milonghe gli uomini e le donne venganno separati in modo che l'invito sia più facike.  La  " mirada e cabeceo", ossia, l'invito, non è fatto verbalmente, deve essere fatto a distanza, con un gioco di sguardi,  piccoli sorrisi, e infine un piccolo gesto con la testa – cabeceo – con il quale l'uomo invita la donna . Tutto accennato e discreto. Lei con un gesto affermativo del capo può accettare l'invito oppure può guardare in un’altra direzione, rifiutando discretamente l’invito senza l'imbarazzo di dover dire di no  ad un uomo che si presenta a pochi centimetri dal proprio tavolo.  Questo comportamento ha una sua ragione d’essere. Il milonghero cerca di evitare il rifiuto per parte della donna, e  il vantaggio della donna è che non deve trovare scuse quando non vuole ballare.  Ovviamente non tutti la pensano così. Molti uomini, in altre milonghe più rilassanti, osano invitare direttamente la donna, affrontando coraggiosamente il “no, grazie"!   

Che cosa garantisce " la mirada e il cabeceo"? Una scelta reciproca, entrambi si sono scelti, non c’è costrizione né pietismo. Io ballo con te perché ti ho scelto, tu balli con me perché mi hai scelto. In Italia, e credo negli altri paesi europei, questo codice esiste in pochissime milonghe. Normalmente l’uomo si avvicina al tavolo della donna o addirittura è lei stessa che lo invita . A prima vista tutto sembra essere molto più rilassato. Abbiamo conquistato la parità anche nel tango, ma la realta è che gli uomini nella maggior parte delle volte che ricevono un no, non la prendono tanto bene, così la donna  tante volte accetta l’invito per compiacenza e non necessariamente per il piacere di ballare con quella determinata persona. Tante volte ho sentito dalle donne, inclusa me stessa, dire mentre si avvicina un ballerino con cui non vogliono ballare? “Speriamo che non mi inviti, che non venga da me”. Se il rifiuto è vissuto da tutti come una libertà di scelta, a mio parere questi commenti non avrebbero ragione d’esistere. Penso che anche per un uomo non  sia facile sentirsi rifiutati, o dover ballare quando non desiderano ballare con la donna che li ha invitati, eppure accettano lo stesso.


Credo che le regole nascano da una necessità e ho cercato di capire perché non abbiamo questo bisogno. Il motivo secondo me è molto semplice: se la maggior parte delle donne non dice di no, anche quando vorrebbe farlo, l'uomo non corre il rischio di fare brutta figura quando arriva al tavolo della donna e riceve un no, e allora non diventa necessario cambiare atteggiamento, Se invece noi donne riuscissimo a essere più sincere con noi stesse, e dire di no quando non ci va di ballare, questi codici comincerebbero a nascere naturalmente. Tante volte il fatto di non dire di no, nasce della paura di non essere più invitate, o di dispiacere qualcuno . Ci sono 10 milla motivi per cui uno non vuole ballare. A volte vuole fare una pausa, o non gli piace la tanda, o vorrebbe in quella tanda ballare con un'altra persona. A prescindere dall’apporto di entrambi i ballerini, capirete quanto sia importante un desiderio condiviso. Una disponibilità non solo corporea ma anche emotiva, una spinta verso l’altro, un dispiegarsi della curiosità verso la persona che stiamo abbracciando .
Ogni posto ha la sua cultura. Anche se il tango è argentino, lo dobbiamo adattare alla nostra cultura. Come la pizza, ogni paese la fa a modo suo: la base è la stessa di quella italiana, ma c'è sempre  un qualcosa del posto.

A me il fatto di separare gli uomini delle donne, non è mai piaciuto. Diverse milonghe come al Salon Canning, a Sunderland, la gente sta seduta al tavolo con gli amici. Chiacchierano rispettosamente senza disturbare chi sta ballando, anche perché non è detto che uno vada a una milonga e debba ballare per tutta la serata.  Alcune regole, però, sono fundamentali per far funzionare una milonga come per esempio mantenere la ronda, il rispetto per le persone che hai intorno, Ballare senza disturbare nessuno, non parlare ad alta voce mentre la gente balla: queste sono regole indispensabili in qualunque parte del mondo. Altre invece le possiamo adattare alle nostre esigenze, come è il caso della mirada e cabeceo.
Ho sentito da tanti italiani che, quando vanno a Buenos Aires, hanno ricevuto tanti " no, grazie!" e quando raccontano sono allibiti dal fatto, principalmente perché qua succede raramente. 
E'  importante che uno vada alla milonga per divertirsi  e non per sentirsi a disagio. perché sinceramente se fai una tanda di 10 minuti quando ti senti a disagio il tempo non ti passa mai.  E una questione di buon senso: se l'uomo vede che la donna è impegnata in una conversazione, o sta fumando, o è al telefono, mi pare ovvio che questa persona non ha voglia di ballare,. Non dovrebbe nemmeno avvicinarsi.


               
 

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