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“I colori della civiltà planetaria” alle Oblate Cultura

Si inaugura domani la mostra “I colori della civiltà planetaria”, la cui presentazione è statra ospitata oggi nei locali dell’Archivio storico della città di Firenze, luogo di grande importanza che raccoglie documenti di inestimabile valore, come testimonia l’originale atto di abolizione della pena di morte del 1789. La mostra è stata ideata per celebrare la figura di Padre Ernesto Balducci, uomo di chiesa ma anche uomo tra gli uomini, che ha contribuito a rendere la cultura mezzo di comprensione e trasformazione del mondo, come ricorda Severino Saccardi( direttore della rivista “Testimonianze”, fondata dallo stesso Balducci) . In risposta ad una forma di globalizzazione meramente basata sul profitto economico, a scopo utilitaristico, che mira ad un “appiattimento dell’individuo” e sindrome di un conformismo dilagante, Padre Balducci proponeva un’ universalità composta di particolarismi, di accettazione e rispetto della diversità. Non è dunque possibile ignorare un’altra voce sacra che si prefigge come scopo primario la comunicazione tra individui, quella dell’arte, che permette a 41 artisti, provenienti da ogni parte del mondo (Africa,Asia, Nuova Zelanda, Sud America), di dialogare sui temi di cui Balducci si fece portavoce. L’arte diventa dunque un ponte verso altre culture, attraverso la scelta dei colori, delle tecniche pittoriche e dei materiali più disparati.

Presente all'incontro con la stampa l'assessore alla cultura Sergio Givone, che ribadisce come Firenze sia una città del mondo, in quanto è riuscita a mantenere una propria identità, senza perdere il proprio spirito in quella trasformazione che l'ha portata ad essere un centro di riferimento per l'Italia, e al contempo è stata capace di prendere su di sé le esigenze di un modo globalizzato, senza decadere in una sterile omologazione culturale. D'altro canto è proprio questo il pensiero di Balducci, che parla di un uomo globale che non sia annullato in quello che Hegel definisce come universalità astratta, bensì è presente la rivendicazione di un particolarismo concreto. È quindi un universalismo sempre attento alle dinamiche eterogenee che compongono quel mosaico che è l'umana esperienza.
L’inaugurazione della mostra è stata resa possibile grazie alla compresenza della National Gallery, della sezione arti visive dell’Accademia musicale di Fireze, della rivista “Testimonianze” e dell’associazione “Trekking Italia” che partecipa con un’esposizione fotografica.  L’inaugurazione avverrà venerdì 22 marzo alle 17 presso la biblioteca delle Oblate con l’Orchestra giovanile dell’Accademia musicale di Firenze e con letture di Paolo Lelli.

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