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I “Dialoghi” alla Cappella Rucellai di San Pancrazio Opinion leader

Firenze – Anche se l’amministrazione del Museo Marino Marini non avesse fatto altro, in questi ultimi anni, che riaprire e rendere fruibile al pubblico il Sacello Rucellai, opera unica, per pregio artistico e conservazione, di Leon Battista Alberti , credo che potrebbe meritare un piccolo plauso. Ma è altrettanto importante che non ci si sia limitati al recupero della visibilità dell’opera (praticamente esclusa al pubblico da quando Napoleone, nel 1808, la scorporò dalla chiesa) lasciandola poi a se stessa, come purtroppo tante volte accade. Intorno ad essa, anche dopo il restauro,  l’interessamento e  la cura del Presidente del museo Marini , Carlo Sisi, e del direttore Alberto Salvadori ,non si sono mai spenti, fino ad immaginare e poi realizzare alcune occasioni  per dare continuità alla  valorizzazzione del piccolo-grande  monumento .

Sono così nati i ”Dialoghi” di San Pancrazio. Ossia una serie di lezioni- conferenze di studiosi e storici dell’arte in ‘dialogo’ , appunto, con la viva bellezza di quel sacello e la voce  suo Autore. Il primo l’ha impostato  Andrea Severi, ricercatore a Bologna,  che, riferendosi alle “Intercenales” dell’Alberti , ha parlato del “il riso e il pianto del camaleonte”,  alludendo alla  complessa personalità dell’Umanista, fra riflessione filosofica  e satira, sul modello degli antichi , ma con spirito di straordinaria modernità.

Il secondo appuntamento è stato con Marco Carminati , storico dell’arte e giornalista culturale del Sole24Ore. Lo studioso ha toccato i temi del rapporto fra opera d’arte e il suo fruitore; fra il valore del museo permanente , in confronto  ad altri eventi artistici  passeggeri, prendendo a modello, appunto, l’altissimo pregio  di un’opera come quella del Tempietto Rucellai , capace ancora di emozionare  fortemente per il suo messaggio di bellezza e di scienza , ma , invece, di modesta risonanza.

A questi due primi incontri seguiranno altri “Dialoghi”, a scadenza più o meno mensile, fino a febbraio 2015 ,che vedranno coinvolti studiosi di primissimo piano:  Giuseppe Barbieri dell’Università di Venezia; Vincenzo Farinella, dell’ Università di Pisa; Andrea Pinotti, Università di Milano; Marzia Faietti  direttrice del Gabinetto disegni e stampe degli Uffizi e docente all’università di Bologna

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