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I dipendenti Edison chiamano Feltrinelli Cronaca

«I dipendenti Edison, al fine di garantire l'attuale livello occupazionale e la continuità culturale sulla piazza fiorentina, mettono a disposizione di Effe.com e Librerie Feltrinelli, la propria competenza professionale per l'apertura di un punto vendita in franchising nei locali di Piazza della Repubblica». "I dipendenti della Edison", il cui sfratto, la cui liquidazione e, quindi, il loro licenziamento sono imminenti, si giocano un'altra carta. Forse l'ultima. E per impedire di diventare dei senzalavoro con il possibile arrivo di un Apple Store al posto dell'attuale libreria, lanciano la loro proposta: se l'immobile rimane con vincolo d'uso culturale, che la Feltrinelli ci assuma per la nostra esperienza in un franchising. Una mossa che spiazza e che non si sa quanto sia realistico pensare venga ascoltata. Me è una mossa che ingrossa ancor di più la partita politica che vi si gioca sullo sfondo. La Giunta di Palazzo Vecchio, infatti, ha sempre sostenuto politicamente la sua vicinanza ai lavoratori "fiorentini" di vecchia data. E che farà a questo punto? Sceglierà la mela o il libro?

Ricorsi e controricorsi “storici” – Sfrattata e in liquidazione, la libreria Edison è al centro di una querelle con la rivale Feltrinelli cha ormai va avanti da anni. La società editrice milanese è infatti proprietaria, tramite la controllata Effe.com, dell'edificio di piazza della Repubblica dove la libreria che fa capo al Gruppo Ballentani ha sede e svolge la sua attività. Nel 2004 – illustra il direttore di Edison Alessandro Falciani – quando non Feltrinelli ma Repubblica Srl era proprietaria, partì un primo ricorso al Tar contro il vincolo di destinazione voluto dal Comune di Firenze, che imponeva e impone tutt'oggi di riservare il 70% della superficie di una ex libreria ad una nuova attività culturale e il restante 30% ad attività di altro tipo. A seguito della sconfitta presso il tribunale amministrativo, Effe.com nel 2011 ha presentato un nuovo ricorso, questa volta al Consiglio di Stato. «Ma in questo modo – invita alla calma la sindacalista e libraia Maritato – difficilmente vinceranno, visto che il vincolo è un atto comunale e solo il comune può modificarlo. Certo è che si crea così un problema etico». Anche Edison, a sua volta, ha intentato una causa contro Feltrinelli sulla sua effettiva possibilità di essere proprietaria dell'immobile. Ma in tutti e tre i gradi di giudizio è stata sconfitta.

Arriva Apple? – Malgrado i contatti con la Apple, secondo quanto spiegato da Feltrinelli, siano stati fin'ora solamente informali e ufficialmente non c'è ancora nessuna trattativa, la notizia di un suo interessamento a una sede nel cuore di Firenze è ormai di vecchia data. Resta da vedere ora come si comporterà il Comune.

L'assessore Meucci: “Nessuna variante o deroga al Piano regolatore vigente” – Non ci saranno, o almeno per ora se ne allontana la prospettiva, normative ad hoc da parte dell'amministrazione per salvaguardare gli interessi della mela di Cupertino. «Apple potrà inventarsi un progetto – ha annunciato l'assessore  all'Urbanistica Elisabetta Meucci – che abbia le caratteristiche previste dalle norme», ovvero un qualcosa che tramite «spettacoli video, musica elettronica, arte digitalizzata» riesca a salvaguardare nel 70 per cento della superficie un’attività culturale. Nel restante 30 per cento si potranno vendere prodotti elettronici».

Dipententi sconsolati. E sul piede di guerra – I dipendenti di Edison sono sfiduciati sul loro futuro. Nessuno di coloro che ha voglia di parlare crede a un “riassorbimento” nel nuovo negozio Apple. «Anche qualora ci facciano un colloquio – rivela un cassiere – e ci sentano per primi come sembra sarà noi siamo vent'anni che lavoriamo in questo settore. Se ci scartano, chi ci riprende?». «Icché ci ripigliano – gli fa eco un'altra dipendente – ormai qui siamo alla frutta». Intanto, c'è già chi si prepara al peggio e annuncia: «Alzeremo la polvere. Non temete». 

L'incontro con Renzi – Un incontro – che non ha ancora ricevuto conferme – è stato chiesto direttamente al sindaco Renzi, che durante la notte di Vogue avrebbe garantito il suo aiuto nella faccenda. «Il sindaco Renzi – conclude il direttore Lanciani – conosce perfettamente la nostra situazione e sa che ci deve aiutare. Sa che deve aiutare i lavoratori».

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