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I duellanti: Renzi e Galli contro i rispettivi partiti Notizie dalla toscana

FIRENZE – Dopo la contestazione di mercoledì al Teatro Verdi di Firenze, Matteo Renzi, in un'intervista rilasciata al Corriere Fiorentino,  ha dichiarato: «negli ultimi due giorni la contestazione è arrivata da frange della Cgil, in tutte le sedi, al limite dell’offensivo, nonostante io abbia sempre dato la mia disponibilità al confronto». «Non ho capito se il corteo della Cgil di matedì – ha continuato il sindaco di Firenze – era contro Berlusconi o contro di me: sono stato offeso io più di Tremonti. E non capisco certi toni, gli insulti, la violenza verbale contro di me: non capisco questa ansia della sinistra che mi dà di Berluschino, di trovare un nemico. È proprio questa sinistra che, facendo così, è molto berlusconiana. E mi fa tristezza la presidente del partito che dice “o cambi o sei fuori”». Ma le critiche di Renzi non sono andate tanto alla presidente del Pd Rosy Bindi, quanto con il Partito Democratico toscano: «Spiacente non aver sentito, in questi tre giorni, una sola parola da parte del partito regionale e fiorentino per dire se stanno dalla parte di chi insulta e urla o dalla mia». E le cose paiono non andare meglio al suo antico rivale, quel Giovanni Galli che ha costretto Renzi al ballottaggio nella corsa per Palazzo Vecchio. L’ex portiere, attuale leader dell’opposizione del Consiglio comunale di Firenze, come riporta sempre il Corriere Fiorentino, ha dichiarato: «Vorrei ringraziare il Pdl: se noi siamo qui lo dobbiamo anche a questo partito. La nostra non è una fuga: il Pdl sta vivendo una fase di ricostruzione e penso che la mia figura sia troppo ingombrante in questa fase di rinnovamento». Assieme ai consiglieri comunali Massimo Sabatini, Alberto Locchi ed Antonio Giambanco, Galli darà vita al gruppo autonomo “Lista Galli-cittadini per Firenze”. Nessuna polemica con il Popolo delle Libertà, assicura Galli, ma solo la volontà di tornare a parlare della città, e, questo, anche contro il suo storico rivale Renzi: «Sono 20 giorni che non parla più di Firenze e pensa solo a primarie e politica nazionale. È ovvio che ha delle ambizioni e deve dare spallate a qualcuno: come ho già detto altre volte, sta usando Firenze per fare carriera». 

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