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I giovani e la lettura: in Francia leggono tanto, ma non i libri Cultura

Parigi – I giovani francesi leggono meno libri  e soprattutto leggono sempre meno per il piacere della lettura. Ma non hanno smesso di leggere perché continuano a voler imparare .  Lo indica Sylvie Octobre, una ricercatrice che collabora con il Ministero della Cultura, nel suo libro “Deux pouces et deux neurones” in cui esplora le nuove pratiche culturali dei giovani d’oltralpe  tra i 15 e i 29 anni.

Secondo la studiosa, la lettura non è più considerata come la principale porta di accesso al sapere e soprattutto non è più sinonimo di piacere, anche perché, con l’era digitale, i giovani si sono abituati a sequenze di letture più brevi.  Il libro inoltre è un piacere “solitario’’ , senza interazione con gli altri : un handicap nell’era del crescente successo dei social network.   A farne soprattutto le spese sono i “classici” mentre i libri mediatizzati come la serie Harry Potter o Twilight  sono stati vendutissimi anche in Francia. Comunque, sottolinea Sylvie Octobre in un’intervista a “Le Monde’, i giovani non hanno mai “letto” tanto: SMS, pubblicità, articoli, Wikipedia, blogs, mails… Passano così ore su schermi piccoli e grandi,  incuriositi dall’attualità e desiderosi di condividere con altri coetanei le loro curiosità ed emozioni. La loro principale informazione sono i social network.  “Se ci fosse una guerra lo saprei da Facebook” le ha dichiarato un giovane che ha intervistato per la sua ricerca. E’ così che lo smartphone , dice, è diventato il principale terminal culturale per adolescenti e giovani adulti. “

Nel suo libro la ricercatrice rileva anche come alle elementari i bambini amino molto leggere libri ma una volta arrivati alle medie avvertano la lettura come una costrizione. “E’ l’effetto perverso della scolarizzazione della lettura” afferma  l’autrice preoccupata anche dal fatto che  il crescente importanza delle relazioni sociali via net lasci sempre meno spazi di tempo libero per leggere libri.

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