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I lavoratori atipici Rai al governo: “Non dimenticateci” Società

Dopo il danno anche la beffa: una legge che era nata per dare stabilità e reprimere gli abusi si trasforma di fatto in uno strumento di ulteriore esclusione, peraltro ai danni di una categoria che non dispone di alcun ammortizzatore sociale. E' quanto afferma un comunicato dei lavoratori a partita Iva, per lo più para-subordinati interni alle redazioni della Rai, che chiedono al governo "di porre mano con la massima urgenza alle misure della Legge Fornero (legge 92/2012) che si stanno ritorcendo contro la parte più debole dei lavoratori: quelli ingaggiati, appunto, con contratti da “autonomi”. Sulle partite Iva, infatti, l’azienda sta facendo cadere l’accetta degli 8 mesi come periodo massimo di ingaggio annuale". 

Quel parametro temporale, previsto dalla legge 92/2012 come una delle condizioni per stanare la false partite Iva, – continua la nota firmata da Iva Party, i lavori atipici della Rai – spaventa il datore di lavoro, "specie quando ha la coscienza sporca". L’azienda pubblica ospita al proprio interno una grande quantità di lavoratori a partita Iva, molti dei quali hanno maturato un’anzianità almeno decennale: "Questi lavoratori sono tanto essenziali quanto “abusivi”: ingaggiati cioè con tipologie contrattuali da “esterni”, che nella maggioranza dei casi non rispondono alle effettive modalità di impiego, quasi sempre tipiche del lavoro subordinato. La Rai teme il proliferare del contenzioso e sta adottando un atteggiamento difensivo e massimalista, che genera ulteriore caos e non fa che innalzare il rischio di azioni legali da parte dei lavoratori lasciati a casa (o che temono di esserlo)".

I lavoratori atipici della Rai ritengono dunque "inaccettabile essere schiacciati tra il giovanilismo dell’apprendistato sbandierato da più parti come la panacea del mercato del lavoro e l’imperativo dei prepensionamenti". Occorre con urgenza una duplice azione calibrata esplicitamente sulla generazione di mezzo e sul dramma delle false partite Iva: "A livello legislativo – afferma ancora la nota –  è auspicabile una revisione delle rigidità in entrata poste dalla legge Fornero, in primis il menzionato criterio degli 8 mesi annuali di durata massima dei contratti. Ma al contempo è altrettanto essenziale, all’interno della Rai e con apposito tavolo sindacati-azienda, procedere con prontezza e responsabilità alla stabilizzazione del personale da anni impiegato illegalmente con contratti iper-precari. Contratti che ledono in modo esiziale la dignità del lavoro, danneggiando oltretutto l’immagine e la funzionalità dello stesso Servizio Pubblico".

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