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“I like you”, un film contro il bullismo Cinema

Firenze – Oggi si parla spesso di “bullismo” ma il primo a indagare questo fenomeno fu un medico svedese di nome Dan Olweus, che negli anni ’70 condusse i primi studi su questo tipo di dinamica scolastica, mentre bisogna arrivare agli anni ’90 per vedere le prime ricerche italiane sull’argomento.

Il termine “bullismo” è la traduzione letterale dell’inglese “bullying”, e indica un comportamento che consiste in atti di aggressione perpetrati in modo persistente e organizzato, secondo un determinato copione relazionale, ai danni di uno o più compagni che non hanno la possibilità di difendersi perché situati nei ranghi inferiori della gerarchia presente all’interno di una classe o di una scuola.

Inizialmente sono stati individuati tre tipi di bullismo: il bullismo fisico, che include gli atti violenti e il furto o il danneggiamento degli oggetti appartenenti alla vittima, il bullismo verbale che consiste negli insulti o, in modo indiretto, nei pettegolezzi che vengono fatti circolare sulla vittima, il bullismo manipolativo-relazionale, che ha lo scopo di isolare la vittima. Questi tre tipi di bullismo sono stati recentemente affiancati da un quarto tipo: il cyber bullismo, uno dei fenomeni sociali più pericolosi del nostro tempo. Si tratta di una forma di bullismo online che colpisce i giovanissimi, soprattutto attraverso i social network, con la diffusione di foto e immagini denigratorie o tramite la creazione di gruppi contro.

Sono tante le iniziative nate per sensibilizzare i giovani e prevenire episodi di violenza: dibattiti, convegni, studi, laboratori. Tra le tante segnaliamo anche un film. Si chiama “I like you” il cortometraggio le cui riprese sono iniziate qualche giorno fa all’Istituto Agrario di Firenze. Il progetto rientra nell’ambito del progetto “Avviso ai naviganti”, inserito nel piano nazionale per la prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyber bullismo. L’obiettivo è quello di mettere in guardia contro i rischi che derivano dall’uso improprio della comunicazione sul web per favorire nei ragazzi un uso responsabile e consapevole dei social network, partendo dal sottile confine che c’è tra ‘scherzo’ e reato legato al cyber bullismo.

Il progetto “Avviso ai naviganti” è promosso dall’Istituto agrario e coinvolge la Direzione servizi sociali del Comune, l’Asl Toscana centro, la Polizia di Stato, la Polizia postale e l’Università di Firenze.

A dirigere il cortometraggio è Domenico Costanzo, che nel suo curriculum conta già diversi filmati a tema sociale, oltre a lungometraggi cinematografici. Costanzo ha lavorato anche con Leonardo Pieraccioni in qualità di co-autore di diversi film. Lui stesso ha scritto la sceneggiatura con la collaborazione di Giovanni Salerno, psicologo e psicoterapeuta.

Per realizzare il cortometraggio molto importante anche la collaborazione degli insegnanti: l’organizzazione, infatti, è a cura di Giovanna De Felice, Marcella Neri, Claudia Tarchiani e delle  professoresse Patrizia Di Virgilio, Vincenzina Cosentino ed Enza Tota. Il cast artistico è composto in parte da studenti e insegnati dell’istituto e in parte dagli allievi della Scuola di Cinema Immagina di Giuseppe Ferlito. Significativo anche il tema affrontato, ovvero quello dell’uso distorto dei social network da parte dei giovani e della loro influenza nella costruzione della loro identità, “amplificando così – si legge in una nota – il potere dei feedback nella definizione della propria autostima.

“Like ergo sum”, una società disinibita on line ma incapace di stabilire delle relazioni nel mondo reale. Meccanismi di omologazione emotiva che inibiscono l’empatia lasciando campo al cyber bullismo e ad altra forme estreme di “narcisismo mediatico” che portano a volte alcuni giovani a mettere a repentaglio la loro stessa vita”. Non a caso, il cortometraggio è dedicato a tutti i giovani  vittime di cyber bullismo, sottolineando il fatto che il mondo non è rovinato da chi fa del male ma da chi vede farlo e non fa niente.

 

 

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