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I Mai Visti degli Uffizi: l’altra faccia dell’artista Opinion leader

.Non è solo curiosità, ma anche un modo di approfondire la conoscenza stessa dell’artista, di farci amicizia, come quando qualcuno entra nello studio di uno scrittore e ha tempo di sbirciare sugli scaffali della sua biblioteca e sul suo tavolo di lavoro. Che combinavano gli artisti sulle loro tele o tavole prima di portare a compimento l’opera principale? Giocavano sul retro o riutilizzavano vecchi materiali’; insomma, molto spesso, qualcosa facevano anche sul fronte di dietro ( o sul “Dietrofront” che dir si voglia, come recita, quest’anno, il titolo della mostra dei “Mai Visti”, agli Uffizi – Vecchie Poste). Tracciavano un disegno o una sinopia, oppure provavano, sul rovescio del medesimo supporto, a fare uno schizzo qualsiasi ,spesso meno serioso dell’opera stessa. Così ha fatto Russolo, con un gatto e il topo dietro il suo austero autoritratto. Oppure, a riportare sulla terra lo spirituale ritratto di Savioli, ecco, dall’altra parte, un contadino con un mazzo di cipolle. Rosai, notoriamente sempre in bolletta, dipinge il suo intenso autoritratto su .-.dietro.-.una veduta di Venezia di Mario l Salvini, evidentemente poco stimata da il brusco Ottone.

Con ironia è ritratta la doppia effigie di Nano Campeggi, recentemente entrata in collezione ,che si presenta giovane e sorridente in un bozzetto sul retro; sul recto, invece, solo con una bianca chioma. Nelle alte sfere dell’arte e dei personaggi ci sono dediche o poesie trascritte dietro importanti pitture, come  sui ritratti di Vittorio Alfieri e della contessa d’Albany, dipinti da Fabre, che esltano la bellezza della dama e l’amore del poeta per lei. Anche nel Rinascimento abbiamo sorprendenti e importanti “doppi” come la matrice d’incisione conservata sul retro della “Deposizione” di Gerard David, appartenuta a Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I de’ Medici. Ancora: Brugel il Vecchio, che aveva dipinto la custodia del “Il Grande Calvario” di Duerer, aveva, a sua volta, dipinto un paesaggio sul retro.

Completano la mostra sculture bifronti, tavolette devozionali le cui ante erano destinate a rimanere segrete nel privato, e altri oggetti come stipi ,con tanti misteri, qui disvelati. La maggior parte del materiale proviene, come al solito, dai depositi degli Uffizi, ma anche da prestiti delle altre gallerie e musei fiorentini.
La mostra, ideata e curata da Giovanna.Giusti, è stata organizzata dall’Associazione degli Amici degli Uffizi, con il contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze .

Annamaria Piccinini

 

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