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I “mal di pancia” del Pd fiorentino Politica

Nella compagine Pd di di Palazzo Vecchio non si è trovata finora l'unità sulla questione e dunque, per evitare figuracce, la discussione del provvedimento è stata rinviata. Ma questa è solo l'ultima delle controversie che minano da tempo ormai la serenità del partito, diviso in città tra pro ed anti renziani anche, per fare qualche esempio, in seguito alle dichiarazioni del primo cittadino a favore dell'ad della Fiat Marchionne e 'contro' l'astensione dal lavoro in occasione della festa dei lavoratori il primo di maggio. Alcuni consiglieri, come la giovanissima Cecilia Pezza, avevano tempo addietro manifestato pubblicamente questa crescente insofferenza; fatto sta che nel partito la tensione interna è andata costantemente crescendo. Fino all'ammissione- sfogo che il sindaco si è concesso oggi, parlando a margine dell'inaugurazione del nuovo fontanello 'rinascimentale' ricavato da Publiacqua in un muro di Palazzo Vecchio. “Nel Pd c'è qualche mal di pancia”, ha spiegato – ma uno che vuole governare Firenze per 10 anni non può certo aver paura di qualche componente interna, di qualche 'correntina' dentro il proprio partito”. Un riferimento, indiretto ma preciso, ai 'giovani' dirigenti, come il segretario metropolitano Patrizio Mecacci, che, pur essendo anagraficamente più vicini a Renzi che ai 'vecchi' del Pd, sono però maggiormente in sintonia con le idee di questi che con quelle del sindaco rottamatore. Tuttavia, il primo cittadino ci tiene a precisarlo, “è legittimo avere idee diverse”: e quando questo succede la ricetta è “fare le primarie e chi ha più voti vince e governa", dice. "Io ho vinto con le primarie e ho promesso ai fiorentini che avrei cambiato la città e sto cercando di farlo: se qualcuno la pensa in un altro modo può sfidarmi – ha concluso con un sorriso – io sono qui”.

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