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I misteri del calcio, il sinistro di Ilicic e la Fiorentina-cantiere Opinion leader

Firenze – È proprio vero che il calcio è un mistero. La squadra più offensiva che si potrebbe schierare in un campo di serie A, con due centravanti come Kalinic e Baba, sostenuti da due giocatori offensivi come Berna e Ilicic, finisce, sì, per non fare un tiro in porta che è uno, ma anche per non subirne e per vincere 2-0!

Oggi ha avuto ragione Sousa, anche a schierare un inedito e quasi improbabile duo di centrocampo: gli spagnoli Borja e Verdù (encomiabile la sua prova!) a pressare e a arginare le ripartenze avversarie. Confesso che non ci avrei rischiato un centesimo su questa vittoria, e confesso anche di continuare a non capire la quasi surreale sfida di Sousa al buon senso e … alle leggi della fisica (non si sa quanto potranno reggere i nostri eroi a correre, rincorrere e giocare il pressing alto che stanno giocando!).

Devo però ammettere che la sua caparbietà tanto è folle che comincia a incuriosirmi. Se non altro, si deve dare atto al tecnico lusitano di non farsi condizionare e di perseguire la sua idea di calcio incurante dei danni irreversibili che le sue scelte potrebbero recare. Alludo al fatto che, in questo mercato “di riparazione”, abbiamo per ora ceduto Rossi, Suarez e probabilmente anche Mati, per Tino Costa (…poco! come hanno subito schernito i sarcastici fiorentini), Zarate, forse Cigarini …

Comunque oggi Sousa, alla fine di una partita non certo in tutto e per tutto rassicurante, una certezza in più ce la dà: sa cosa può ottenere dai suoi fedelissimi, sa come cavarne il meglio, e dunque ci si augura sappia cosa gli potranno dare i giocatori che arriveranno. Resta il dubbio se sappia che ci sono anche gli avversari e che ne troverà di meno arrendevoli del Torino di oggi. Ma anche relativamente a questi ragionevoli dubbi qualcosa si sta muovendo.

Ci sono infatti delle ineffabili dichiarazioni del nostro tecnico che da qualche tempo alludono alla necessità di alternare un gioco diverso a quello ormai canonico per affrontare adeguatamente certe partite e certe difficoltà. Nessuno però ha capito in cosa dovrebbe consistere questo gioco diverso. Non sarà certo uno dei giochi che la Fiorentina mandava a memoria gli anni scorsi, perché Sousa sostiene che ci vorrà tempo per assimilarlo (e ci si crede, se siamo alla ventottesima partita e ancora non si è assimilato quello che lui prova dalla prima), e dunque non possono essere i troppo banali 3-5-2 o 4-3-2-1.

E gli acquisti che Sousa ha favorito non ci aiutano gran che a capire. Costa e Cigarini, se verrà, somigliano molto a dei centrali di un centrocampo a tre, che parrebbe lontano dalle opzioni del tecnico. Più prevedibile invece l’impiego di Tello, sicuramente chiamato a dare più freschezza e estro alla fascia destra, con Berna (sprecato in quel ruolo) che potrà finalmente riprendersi una posizione più consona ai suoi mezzi; e più prevedibile anche l’impiego di un Mammana (che speriamo arrivi) o di chi altri vada a rinforzare la difesa. Ma, davvero, non è possibile prevedere altro, se non che quello di Sousa sarà comunque un gioco offensivo, veloce, spregiudicato, con spazi per tutti (spazi di cui fino ad ora, è bene ricordarselo, hanno approfittato più che altro quelli che ci hanno rifilato 9 sconfitte in 28 partite, e non solo loro!).

Io continuo a non essere d’accordo nell’aver cambiato così radicalmente il gioco della squadra. La Fiorentina è ancora un cantiere e lo sarà di più quando inserirà i nuovi, mentre ci sarebbe invece una terzo posto da difendere (e magari da migliorare) a partire da certezze più solide. Ma ora non è tempo di polemiche. Prendiamoci questa vittoria, aspettiamo con fiducia i nuovi (io tifo soprattutto per Tello e Mammana) e magari facciamo qualcosa per migliorare il gioco d’attacco.

È questo il paradosso cui accennavo all’inizio: si gioca il gioco più offensivo d’Italia, si ha finalmente un centravanti che tutti ci invidiano, e non si tira mai in porta. Forse davvero Tello e un Berna restituito al suo ruolo naturale potranno cambiare le cose. Ma che comunque, per non sbagliarsi, Dio conservi il sinistro di Ilicic!

 

 

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